“Putin ha fatto il passo più lungo della gamba: ha risorse per due settimane, poi si fermerà”: parla l’economista

venerdì 4 Marzo 15:25 - di Gabriele Alberti
Putin

«Sarebbe stato meglio che le sanzioni fossero partite prima della guerra, ma avranno un effetto devastante sulla Russia. Vladimir Putin ha fatto il passo più lungo della gamba». L’economista Vladimir Mirov, che lavora con Navalny, ha rilasciato un’interessante intervista a La Stampa. La sua analisi porta alla conclusione che lo “zar”  ha riserve per due settimane e poi dovrà fermarsi. Non usa il condizionale l’economista e afferma: «Non hanno ancora capito che la Russia è piombata in una crisi economica che sarà peggio di quella del 1991. Diamogli altre due- tre settimane per comprendere la realtà: non ha le risorse per proseguire la guerra». Putin avrebbe sottovalutato questa situazione economica? No – è la risposta- ha finito per credere alla sua propaganda. Lui e i suoi uomini non si aspettavano una risposta così totale dell’Occidente. Che ora ci ha preso gusto, non si fermerà più». Possibili reazioni? «Per ora nessuna. Stanno ancora digerendo l’accaduto. Diamogli altre due-tre settimane per comprendere la realtà: non ha le risorse per proseguire la guerra», ribadisce.

L’economista: “Putin finirà presto le risorse, ma hanno paura a dirglielo”

E poi cosa accadrà? «Putin dovrà trovare il modo di ritirare le truppe presentandola come una vittoria. Sappiamo che in 20 anni non ha mai ammesso di essere stato sconfitto, non sarà facile». Possibile che nessuno della sua cerchia ristretta non gli abbia prospettato in termini realistici la situazione? «Nessuno – conferma Mirov-. Dovrà arrivarci da solo. Tutti i suoi collaboratori hanno troppa paura. Ha eliminato da tempo tutti quelli che potevano dirgli di no, e gli altri sono terrorizzati dall’Fsb, che li intercetta tutti. Se anche soltanto due persone si dicono che è arrivato il momento di farlo fuori, lui lo saprà: figuriamoci se la cerchia dei ribelli si allarga a tre o più congiurati».

“Non si rende conto dello stato penoso dell’economia”

Essere circondati da “yes man” è la prima strada verso una percezione distorta della realtà. Da più parti giungono segnalazioni che ci sono segni di nervosismo tra gli oligarchi: «Putin non li prende sul serio – afferma Morov- . Bisogna aspettare che ad accorgersi che i soldi stanno finendo siano i suoi “siloviki”, i militari e l’Fsb. Purtroppo il livello della sua classe dirigente è piuttosto basso: l’impressione è che chi sta fuori sappia dello stato penoso dell’economia e delle forze armate più di lui». La Russia sarebbe sull’orlo di una crisi economica devastante, ma il suo “cerchio magico” vivono una realtà parallela. Quando si accorgeranno che tutto sta per ritorcersi contro come si comporteranno? Gli uomini della corte dello zar, invece, «per ora opteranno per uno sciopero all’italiana: smetteranno di far funzionare il sistema di governo, e l’economia. Avranno una scusa fantastica: diranno che è tutta colpa delle sanzioni».

 

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