Nato: proroga di un anno a Stoltenberg, l’Italia resta in pole position per la successione

24 Mar 2022 20:55 - di Redazione
Nato

Il momento è particolarmente drammatico. Anche la nomenclatura della Nato sceglie un passo indietro rispetto a quanto prevedono i trattati. Dinanzi alla guerra russa in Ucraina e alla necessità di non procedere a un cambio della guardia al vertice della Nato in questa fase, i leader dell’Alleanza atlantica hanno formalizzato oggi la proroga del mandato per un anno, fino al 30 settembre del 2023, di Jens Stoltenberg. Si chiude almeno per il momento la corsa alla successione dell’ex premier norvegese. Corsa che vedeva l’Italia in prima fila, non avendo il nostro Paese un segretario generale della Nato dai tempi di Manlio Brosio (1964-1971).

La Nato formalizza la proroga di un anno a Stoltenberg

L’anno in più concesso a Stoltenberg, secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti qualificate dell’Alleanza, potrebbe anche aumentare le nostre chance. Per ricoprire l’incarico il candidato naturale potrebbe essere l’attuale commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Ex premier ed ex ministro degli Esteri. Atlantista, con una fitta rete di rapporti internazionali sviluppata prima al governo a Roma e ora a Bruxelles, Gentiloni difficilmente avrebbe potuto lasciare il suo incarico tra pochi mesi: nel pieno dell’attuazione del Pnrr. e nonostante la prospettiva fosse traslocare all’Alleanza.

I candidati italiani in corsa per l’incarico

Diverso il discorso ora che i tempi si allungano, fanno notare le fonti. Tra un anno e mezzo Gentiloni sarà quasi alla fine del suo mandato come commissario – le elezioni europee sono previste a maggio del 2024, quindi otto mesi dopo il cambio della guardia all’Alleanza – e a quel punto potrebbe essere ipotizzabile una sua uscita in anticipo dalla Commissione. Gentiloni non sarebbe comunque il solo candidato italiano per la successione a Stoltenberg: in questi mesi si è parlato anche del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. E anche del presidente della commissione Esteri della Camera, Piero Fassino. Con buona pace di Renzi su cui, da un po’ di tempo a questa parte, si parla dell’ambizione a un incarico blasonato all’estero. Di un sogno neanche più tanto segreto: quello di una poltrona internazionale. Quella di segretario generale della Nato nel 2022?

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