Missione Ucraina (giorno 2): diretti a Hala Kijowska con gli aerei Nato vicino all’autostrada

26 Mar 2022 11:20 - di Valter Delle Donne
Direzione Hala Kijowska,

Dal nostro inviato Valter Delle Donne

Prosegue dalle 6 di questa mattina, dopo una sosta notturna di 4 ore in Repubblica Ceca, il viaggio della spedizione umanitaria della Fondazione An per l’Ucraina. Prima tappa nel primo pomeriggio, il centro profughi di Hala Kijowska, a uno dei valichi tra Polonia e l’Ucraina. Anche nell’Europa dell’Est la primavera pare già esplosa. All’efficiente area di servizio di Zabierzow, sull’autostrada che collega da Katowice a Cracovia, tante famiglie in gita. Pare un sabato come tanti se non fosse per un dettaglio inquietante. La prospettiva cambia infatti vertiginosamente al casello autostradale di Cracovia, quando gli occhi di tutti noi si posano sulle recinzioni in filo spinato. Sulle piste al bordo dell’auostrada, allineati minacciosi, decine di velivoli militari. Nel pullman d’improvviso cala il silenzio.

Hala Kijowska fino a un mese fa era un centro commerciale. Da un mese, per i polacchi, è diventato l’equivalente della nostra Lampedusa. Secondo i media locali, dal 24 febbraio quasi 155.000 persone sono passate attraverso questo valico di frontiera di Korczowa. Quasi centomila a piedi. 

Hala Kijowska: l’inc0ntro della Fondazione An con le autorità polacche

Alle 13,30, traffico permettendo, ci attende la massima autorità politica della zona, il Voivode, termine che indica il presidente della Regione, da un lessico antico che si assegnava ai dignitari medievali. Un termine antico, per certi versi anacronistico, come questa spedizione. “Perché non avete mandato i soldi e basta, risparmiandovi la fatica?”, “Perché non avete preso un aereo?”, “Ma chi ve lo ha fatto fare?”. Sono le domande che rimbombano nei cellularei dei miei 14 compagni di viaggio. Sono voci di mogli, amici, parenti, conoscenti, che sembrano ripetere ossessivamente le stesse domande. Alcuni non capiscono, non ci arrivano. E il fatto che non capiscano è desolante: ma per chi non capisce.

Alle 13 e 30, i volontari della Fondazione An guidati da Gianni Alemanno e Antonio Giordano scaricheranno parte di medicinali, coperte, alimenti e defibrillatori per un valore di oltre 60.000 euro. Il tempo di un breve saluto con le autorità locali e si risale sui tre pullman. Destinazione successiva, la stazione ferroviaria di Przemysl. Sempre oggi ci sarà la consegna dei beni ai responsabili della Ong ucraina “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation” proveniente da Leopoli. Stanotte la passeranno in Polonia, ospitati dalla Fondazione An, in attesa del trasferimento domani all’alba, di cento profughi in fuga dall’Ucraina.  

(Foto Aberto Palladino)

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