Mariupol conta le vittime del teatro, il sindaco: “Sono 300”. E il partito di Putin apre una sede in città

25 Mar 2022 20:24 - di Sveva Ferri
teatro mariupol

Circa 600 sopravvissuti e 300 vittime. È il bilancio del bombardamento del teatro di Mariupol, stilato dalle autorità cittadine sulla base delle testimonianze di chi ce l’ha fatta. «Volevamo credere che tutti si fossero salvati. Ma le testimonianze di coloro che erano all’interno dell’edificio durante questo attacco terroristico dicono il contrario», si legge in una nota del consiglio comunale di Mariupol.

Nel teatro di Mariupol c’erano 900 persone

All’indomani del bombardamento, avvenuto il 16 marzo, infatti, era stata diffusa la notizia totalmente inattesa di 130 superstiti, senza alcuna vittima. Notizia oggi tristemente smentita. Le autorità cittadine non sono state in grado di organizzare i soccorsi sotto i bombardamenti, ma il Comune si è impegnato nel raccogliere dati per capire innanzitutto quante persone fossero rifugiate nel teatro al momento dell’attacco. Si è arrivati alla conclusione «praticamente ufficiale» che in quel momento c’erano 900 persone. Le circa 300 vittime al momento del bombardamento si trovavano nei piani più alti o sul retro, mentre molti dei 600 sopravvissuti – ha spiegato Petro Andriushchenko, un consigliere del sindaco della città assediata – stanno lasciando Mariupol per Zaporizhia.

Il partito di Putin apre una sede in città

«Colonne di evacuazione da Berdyansk e Melitopol si stanno dirigendo verso Zaporizhia. Prevediamo 3.500 residenti di Mariupol e 521 residenti di Melitopol», ha poi fatto sapere su Telegram il vice capo della presidenza ucraina, Kirill Timoshenko. «Al mattino – ha aggiunto – un convoglio della città di Polohy è arrivato a Zaporizhia, con a bordo 117 persone, di cui 35 orfani». E mentre i cittadini se ne vanno, a Mariupol arriva “Russia Unita”, il partito di Vladimir Putin, che, secondo le denunce locali, ha aperto una sede nelle immediate vicinanze della città. «Gli occupanti hanno aperto una sede del partito Russia Unita nel centro commerciale Metro, come ci hanno confermato i residenti», ha riferito il consiglio comunale sul suo canale Telegram. Secondo i residenti di Mariupol, la sede è presentata come un «centro di aiuti umanitari», ma sta distribuendo giornali del partito e fa campagna per la Russia.

L’Onu: «Circa 200 persone in ogni fossa comune»

Ma da Mariupol arriva anche la denuncia, da parte della responsabile della missione di monitoraggio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Matilda Bogner, dell’individuazione di fosse comuni. «Con le immagini satellitari, siamo riusciti ad raccogliere informazioni su una fossa comune. Stimiamo che in ognuna di questa fosse ci siano 200 cadaveri», ha affermato la funzionaria Onu, citata dalla Bbc, precisando che non si tratta necessariamente solo di civili. Il suo team sta cercando di valutare, se non il numero, l’entità delle vittime civili nella città assediata dalle forze russe.

Un numero di morti «molto più alto» di quello ufficiale

Fonti militari locali nei giorni scorsi hanno denunciato che il bilancio delle vittime, solo a Mariupol, potrebbe superare le tremila. I corpi delle persone uccise sono spesso lasciati ai bordi delle strade, perché è troppo pericoloso recuperarli. Per questo, vengono poi portati in fosse comuni. Fonti Onu hanno sottolineato che il numero delle vittime «è considerevolmente più alto» di quello ufficiale, a causa delle difficoltà a verificare le notizie e a raccogliere informazioni in zone in prima linea nella guerra.

 

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