Manifesti anti-aborto a Roma, le femministe si scatenano: insultanti. E il Campidoglio li rimuove

sabato 5 Marzo 10:11 - di Elsa Corsini

Vietato dissentire. A Roma la comunicazione contro l’aborto no pasaran. Non appena i manifesti  di Pro Vita & Famiglia sono apparsi nella Capitale,  è scattata l’esibizione muscolare delle femministe sempre all’erta. Che hanno chiesto al Campidoglio di rimuovere i cartelloni dello scandalo.

Manifesti anti-aborto a Roma, le femministe strepitano

E quel che è peggio, il Comune di Roma guidato da Gualtieri ha ubbidito. Il mainstream non consente deroghe. Via dai muri i manifesti incriminati che promuovono una campagna pro life. Che nei prossimi giorni si estenderà ad altre città in vista dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Si vede l’immagine di un feto con accanto la scritta “Potere alle donne? Facciamole nascere”. Tanto basta per far infuriare le femministe d’antan, quel dell’utero è mio e lo gestisco io,  pronte a urlare al sessismo. E alla violenza di genere.

Il Campidoglio rimuove i cartelloni

Non è la prima volta che la sinistra e il Campidoglio prendono posizione contro i manifesti dell’associazione pro life. Ogni anno a marzo si scatena la guerra contro gli anti-abortisti. Il portavoce di Pro Vita & Famiglia, Jacopo Coghe, spiega l’iniziativa che fa infuriare le femministe. “Ogni anno nel mondo decine di milioni di donne vengono soppresse nel grembo materno. Solo perché e in quanto donne. Questa discriminazione strutturale rende oggi l’aborto il principale nemico dell’uguaglianza di genere”.

Le femministe accusano: violenti e sessisti

Ma per le organizzazioni femministe la comunicazione di Pro Vita & Famiglia sarebbe un insulto alle donne. L’associazione Libera di abortire cavalca l’indignazione democratica contro il maschio. “Il loro obiettivo però è sempre lo stesso. Spostare indietro l’asticella del compromesso tra i diritti della donna e i diritti del cosiddetto nascituro, mentre dovremmo compiere solo passi in avanti”.

L’assessore Lucarelli: una minaccia per la 194

E giù con il processo. “I manifesti delle associazioni antiabortiste in maniera subdola attaccano il diritto della donna all’interruzione volontaria di gravidanza”- Così Leone Barilli, segretario dei Radicali romani. L’assessora capitolina alle Pari Opportunità Monica Lucarelli non perde l’occasione per manifestare con i fatti la sua crociata contro l’oscurantismo. “Abbiamo disposto la rimozione dei cartelloni. L’esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti, violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femminile e il cui contenuto sia lesivo del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici è vietata”.

L’associazione pro life: ci vediamo in tribunale

L’associazione pro life promette battaglia all’assessore. “Siamo pronti a denunciare il Comune di Roma in sede penale per il reato di asportazione. Distruzione o deterioramento di stampati, se proveranno a rimuovere i nostri manifesti”.

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