Lorenzoni, il grillino che crede solo a Putin: «Tante falsità, anche sull’ospedale bombardato»

domenica 13 Marzo 10:45 - di Fortunata Cerri
Lorenzoni

«Noi dovremmo abituarci a sentire anche la versione degli altri, i russi. In Italia, la narrazione è a senso unico. Da una parte i buoni, dall’altra i cattivi». Al Corriere della Sera il grillino Gabriele Lorenzoni ha spiegato perché con un gruppetto di altri deputati del M5S si è mostrato contrario all’idea di Roberto Fico di organizzare un video collegamento a Montecitorio, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Lorenzoni: «L’Italia non dovrebbe prendere le parti di nessuno»

«Vede, l’Ucraina sarà pure stata invasa, però è in guerra. E allora se noi ci mettiamo a sentire le ragioni di Zelensky, beh, non so come dire… Ci schieriamo con lui. Per questo giudico molto pericolosa l’iniziativa di Fico». Lorenzoni ha illustrato la sua posizione al quotidiano milanese: «Penso che l’Italia non dovrebbe prendere le parti di nessuno. E poi senta: ma è possibile che voi giornalisti abbocchiate a tutto? Come per la storia dell’ospedale di Mariupol. Mentre voi vi indignavate, raccontando che fosse pieno di donne incinte e neonati, io mi sono andato a vedere i comunicati dei russi. E sa cosa dicevano? Che l’ospedale era stato evacuato e che, quando è stato bombardato, al suo interno c’erano solo militari». Lei crede a questa versione? «Scusi: ma perché dovrei credere alla versione ucraina, e non a quella russa?».

«Siete ossessionati da Putin»

E le immagini, i video, le foto? «Ah, le foto: non è curioso che sul posto siano subito giunti dei fotografi? Infatti poi la foto di quella blogger e modella incinta ha fatto il giro del mondo…». Non prova imbarazzo a fare ragionamenti così? «Voi giornalisti italiani – risponde al Corriere – dovreste essere in imbarazzo, perché state raccontando una guerra a senso unico. No, dico: vorrei proprio sapere quanti civili hanno fatto fuori finora gli ucraini in Donbass. Invece, siete ossessionati da Putin… E guardi che in tanti la pensano come me. A cominciare dalle colleghe Segneri e Corneli».

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