La Cgil si scopre inutile dinanzi alla guerra. Landini: perché Draghi non ci convoca?

sabato 12 Marzo 17:19 - di Riccardo Angelini
Landini

La Cgil si scopre inutile in questo scenario internazionale sconvolto dalla guerra. A parte lo sventolio della bandiera della pace dal sindacato a guida Maurizio Landini non arrivano proposte concrete. E ciò mentre all’orizzonte si prospetta un periodo di stop alla crescita se non proprio di recessione.

La Cgil prende coscienza della sua inutilità

Ed ecco che la Cigl prende coscienza della sua inutilità e impotenza e chiede a Draghi di avere un peso, in questa emergenza.  Landini vuole ritagliarsi un ruolo che non lo veda ai margini: “Il governo ci convochi e si apra un confronto a tutto campo”, dice alla Stampa.

Landini a Firenze per la pace e Zelensky si collega con la piazza

Poi, parla di cambiare il modello di sviluppo, di costruzione dell’Europa sociale, un bla bla inutile. Per il resto, il pacifismo di Landini sfocia nell’equidistanza. Anche se il leader Cgil era anche oggi presente a Firenze, dove Zelensky si è collegato . Il premier ucraino però non chiede una pace “astratta” ma appoggio concreto alla resistenza degli ucraini.

Landini scettico sulle sanzioni alla Russia

Anche sulle sanzioni alla Russia Landini si mostra scettico: «Sicuramente le sanzioni sono una strada, ma dobbiamo essere consapevoli che alla lunga non le paga solo la Russia, visto che l’Europa è una delle zone che ha maggiori rapporti economici con loro. Pensiamo solo agli effetti che possiamo avere su molti settori strategici legati alla Russia o all’Ucraina. E poi c’è il tema delicato del gas e dell’energia che sino ad oggi non è stato toccato».

Landini: sbagliato inviare armi agli ucraini

Poi sottolinea che l’invio di armi agli ucraini è una mossa sbagliata perché la resistenza dovrebbe anzi cessare. Pur se legittima. «Pensare che armando gli ucraini si sconfigge Putin è un atto di cinismo perché prolungare il conflitto non porta al negoziato mette a rischio la vota degli ucraini. Il tempo del negoziato è ora. Quanto all’Europa non può dare ogni giorno 700 milioni di euro alla Russia per il gas che riceve e dall’altro pensare di fermare un conflitto di questa natura fornendo i lanciarazzi al governo di Kiev. La nostra non è equidistanza, è realismo».

 

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