Il fascismo e il culto dell’Impero: uno studio esamina la cultura visuale del Ventennio

lunedì 28 Marzo 20:31 - di Redazione

La sera del 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia e dalle radio di tutta Italia, Benito Mussolini proclama l’istituzione dell’impero d’Italia, con il celebre discorso che annuncia “la riapparizione dell’Impero sui colli fatali di Roma”. Che visione per immagini, che impianto iconografico ha avuto il Ventennio fascista in Italia? Risponde a questa domanda lo studio di Luca Acquarelli “Il fascismo e l’immagine dell’impero“, sottotitolo “Retoriche e culture visuali”, che esce a fine mese per i tipi Donzelli.

Il saggio incrocia le teorie dell’arte con la filosofia politica, la storia culturale con la dimensione sociologica ed è frutto di una lunga ricerca: la narrazione dell’impero fascista è stata scandagliata approfonditamente, attraverso la lettura delle immagini della propaganda, in gran parte inedite o raramente studiate.

Mentre la vicenda storica resta sullo sfondo, il volume si concentra sull’impianto iconografico e narrativo dell’impero, frutto della macchina propagandistica messa in piedi dal regime. A differenza dell’approccio storico tradizionale, la metodologia è propria dei lavori di cultura visuale, che esaminano le immagini come risultato di elaborazione politica, sociale e mitologica. Si tratta, dunque, di un saggio che -per la prima volta- propone uno studio di questo genere sull’iconografia del fascismo imperiale.

A conclusione della ricognizione, l’autore apre il discorso al tema della difficoltà di trattare, nel mondo contemporaneo, la memoria del Ventennio fascista, nonché al ruolo che può avere l’arte nel rielaborare sia documenti dell’epoca, che ad esempio, i suoi monumenti. Uno strumento prezioso, quindi, che presenta un’inedita visione del fascismo imperiale per immagini, attraverso un’esposizione accessibile alla maggioranza dei lettori.

Acquarelli è professore associato all’Università di Lille e professore a contratto allo Iuav di Venezia. Le sue ricerche si sviluppano nell’ambito della cultura visuale con un approccio interdisciplinare tra teorie dell’arte e dell’immagine, studi culturali e sociosemiotica.

 

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