I bambini ucraini, pazienti oncologici, sono a Torino. In fuga dalla guerra, sperando di guarire

sabato 5 Marzo 19:13 - di Redazione
bambini ucraini

Missione compiuta: sono atterrati a Torino i 13 bambini ucraini malati oncologici. Dopo un trasferimento in pullman, cominciato questa mattina presto appena finito il coprifuoco, sono partiti dall’aeroporto di Iasi, in Romania, diretti verso la città della Mole dove, appena giunti, con le ambulanze li hanno accompagnati all’Ospedale Regina Margherita per continuare le cure.

I bambini ucraini, pazienti oncologici, sono a Torino

Hanno il volto segnato dalla malattia, eppure quando l’aereo decolla e poi atterra trovano la forza di battere le mani e lanciare qualche grido di gioia. Consapevoli che per loro è davvero iniziato il viaggio della speranza. A quell’aereo sono arrivati a piedi, con poche cose. Bagagli racchiusi in borse di fortuna, a testimoniare la fretta della partenza. I più gravi sono in carrozzina, al loro fianco ci sono i sanitari piemontesi che questa mattina li hanno accolti e stabilizzati alla frontiera tra l’Ucraina e la Moldavia. I pazienti più piccoli sono in braccio ai genitori, per lo più mamme: perché i papà sono rimasti in Ucraina, a combattere. E durante il volo tengono stretta la mano dei loro familiari che li osservano con occhi velati di lacrime, che tradiscono ansia e preoccupazione. Ma anche la speranza di potercela fare…

Per loro una nuova possibilità di cure e chance di guarigione

Dopo un primo sbarco di ieri in Lombardia, oggi è la Regione Piemonte a dare ai piccoli pazienti oncologici in arrivo dall’Ucraina, a offrire loro chances di cure e guarigione. L’organizzazione regionale ha allestito tutto velocemente: lunedì ha dato la disponibilità all’accoglienza all’ambasciata ucraina in Italia, e che in qualche giorno ha messo in piedi la missione umanitaria. Un’operazione mirata a dare una possibilità di sopravvivenza a questi piccoli “profughi sanitari”, costretti a scappare dalle loro abitazioni e dalle loro abitudini, non solo per sfuggire alle bombe. Ma anche per poter continuare le cure interrotte nei giorni scorsi a causa dell’inasprirsi del conflitto.

Il governatore Cirio: «Mi ha commosso vedere bambini applaudire per andare in ospedale»

«Abbiamo corso ma ora possiamo dire che la missione è compiuta – sottolinea il presidente del Piemonte, Alberto Cirio di Forza Italia, mostrando un disegno appena ricevuto in dono da uno dei piccoli passeggeri –. Siamo riusciti in questa operazione che ci ha visto condividere lo sforzo con privati che ci hanno aiutato – (a contribuire alla missione umanitaria della Regione Piemonte, oltre all’imprenditore Alessandro Barbero, anche la Fondazione Lavazza e la compagnia aerea BasicAir di Marco Boglione, patron di Robe di Kappa) –. E finalmente portiamo in ospedale 13 bambini che hanno urgente bisogno di cure. Bambini ucraini che, questa notte, anziché dormire in un bunker sotto le bombe, saranno in un luogo sicuro e curati. Sono orgoglioso del mio Piemonte. Perché non ci limitiamo a condannare la guerra. Ma ci impegniamo nella solidarietà, facendo cose concrete. E mi ha commosso vedere bambini applaudire per andare in ospedale»…

Alcuni tra i bambini ucraini malati sono in condizioni cliniche abbastanza gravi

«Questi ragazzini sono in condizioni cliniche abbastanza gravi, soprattutto alcuni – spiega Franca Fagioli, direttore del Dipartimento di patologia e cura del bambino del Regina Margherita –. Anche lei arrivata fino a Iasi per prestare già in volo le prime cure. I sanitari dell’equipe medica non appena sono arrivati al confine con l’Ucraina hanno stabilizzato i piccoli, e adesso proseguiremo con il programma di stabilizzazione in ospedale. Anche i genitori – aggiunge – sono molto provati. Il terrore di perdere i propri figli per il tumore. La preoccupazione per l’interruzione delle cure. E la guerra, non hanno certo giovato. La paura è tanta».

Una missione di solidarietà organizzata anche con l’aiuto di privati

Sull’aereo che ha portato i piccoli malati in Italia ha volato anche Alessandro Barbero, imprenditore tessile di Alba, da anni impegnato con attività anche in Romania, che ha messo a disposizione il pullman che ha permesso ai bambini e ai loro familiari di arrivare a Iasi. «Uno dei problemi della missione organizzata dal Piemonte è stato reperire il mezzo di trasporto per accompagnarli fino in Romania – racconta –. Perché la situazione è davvero molto complicata e spostarsi non è facile. Le strade moldave al confine con l’Ucraina sono poco più che strade di campagna. Oltretutto affollate di gente in fuga. Quando abbiamo incontrato il primo gruppo di famiglie la cosa più straziante è stata vedere questi piccoli malati costretti a raggiungere il mezzo a piedi, sostenuti dai sanitari».

Il pediatra oncologo del Regina Margherita: «È stato un viaggio faticoso ed emozionante»

Nasconde a stento la stanchezza anche Sebastian Asaftei, il pediatra oncologo del Regina Margherita, che per la sua origine romena è stato scelto tra i componenti dell’équipe sanitaria partita ieri sera da Torino per andare a prelevare i pazienti al confine tra Moldavia e Ucraina. «È stato un viaggio faticoso ed emozionante – confida mentre anche in volo continua a prestare assistenza ai pazienti più gravi – quando siamo arrivati abbiamo trovato 11 pazienti in difficoltà. Qualcuno di loro aveva ancora la flebo al braccio. Li abbiamo visitati e poi siamo partiti. I genitori ci hanno abbracciato e detto un grazie che vale molto più di tante parole. Perché ora sanno che i loro figli possono riprendere le terapie che per la guerra sono state interrotte».

 

 

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