Festa del cinema, veleni e querele. Bettini: “Mia sorella apostrofata come sporca comunista”

mercoledì 30 Marzo 15:11 - di Adele Sirocchi
Festa del cinema

Festa del cinema di Roma, finisce l’era di Antonio Monda e arriva al suo posto Paola Malanga, critica cinematografica. Un avvicendamento per molti incomprensibile, visto che Monda aveva fatto più che bene, meritandosi l’endorsement di personalità come il regista Wes Andersen e come Martin Scorsese.

Festa del cinema, finisce l’era di Antonio Monda

Il cambio di direzione artistica si spiega però con le solite camarille politiche. Dietro ci sarebbero le manovre dell’onnipotente Goffredo Bettini, la cui sorella Fabia, che dirige la sezione della Festa ‘Alice nella Città’, non va d’accordo con Monda. Di qui il nuovo corso, benedetto dal sindaco dem Roberto Gualtieri.

Monda: perché mi hanno mandato via? Nessuno me lo spiega

Ma Antonio Monda ha dato un addio al veleno alla Festa che aveva contribuito a rilanciare. E lo ha fatto con una lettera a Repubblica. “Nei viaggi internazionali – scrive Monda – venivo accolto da questa battuta: ” The Rome Film Fest is an overpriced joke / una barzelletta dal costo enorme e immotivato” ma, grazie al magnifico lavoro dei consulenti e di parte della Fondazione, siamo riusciti a ribaltare questo giudizio, e il trionfo di Jessica Chastain agli Oscar, ospite d’onore lo scorso ottobre con il film d’apertura Gli occhi di Tammy Faye , è un ennesimo riconoscimento del lavoro svolto”. Perché allora sindaco e presidente della Fondazione Cinema per Roma lo hanno mandato via?

Monda: è mancato il decoro dell’onestà intellettuale

“Ho citato solo una minima parte di quanto è stato realizzato – continua Monda – ma credo significativa: il sindaco e il presidente hanno tutto il diritto di cambiare direttore, ma anche il dovere di motivarlo per non confermare che si tratti di un veto politico. Finora mi sono state date motivazioni fumose, e, alla luce di quanto è stato fatto, lascio giudicare a voi la volontà di avere “un festival più radicato nella città” o di portare “a Roma il meglio del cinema mondiale”. Mi sarei aspettato almeno il decoro dell’onestà intellettuale”.

Festa del cinema: le allusioni contro Bettini

E Monda arriva al punto: “Sarebbe assurdo tacere su quello che da settimane scrive tutta la stampa: sul mio nome pesa il veto di un politico locale perché ho contestato pubblicamente l’operato di una sua congiunta“. Chiara l’allusione a Bettini e alla sorella.

La replica di Bettini: le pressioni le ha fatte Monda

Il quale Bettini non incassa le accuse senza reagire e contrattacca annunciando possibili querele, anche se Monda nella sua lettera non lo nomina. Quindi Bettini accusa lo stesso Monda di avere messo in moto varie forme di pressione per mantenere il suo posto. “Le pressioni politiche amplissime, improprie, eterogenee, scomposte, del tutto estranee al merito dell’argomento “cinema”, sono partite in difesa di Monda – accusa Bettini – Accompagnate da una campagna stampa, di alcuni giornali, sproporzionata, francamente, alla rilevanza della questione. Le relazioni in Italia contano più del merito e la mondanità (sic!) paga”.

Bettini: mia sorella minacciata, valuto querele

Quindi rivela che alla sorella sono pervenute minacce anonime. Da mettere in relazione alla querelle sulla Festa del cinema. “Fra le tante minacce – racconta Bettini – contenute in queste lettere, chi scrive pensa di offendere con l’epiteto “sporca comunista”. Naturalmente, non occupandosi mia sorella di politica, la sua colpa è di avere un fratello che è stato dirigente del Pci. Essere stato un comunista italiano per me è un vanto, un onore, la prova di una formazione personale rigorosa, sobria e integerrima. Sporchi non erano i comunisti italiani ma chi, oggi come allora, si nasconde per colpire dietro l’anonimato e la delazione”.

 

 

 

 

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