Di Maio sproloquia in tv: “Tra Putin e un animale c’è un abisso, quello atroce è lui”. Meloni: fuori luogo

mercoledì 2 Marzo 17:43 - di Chiara Volpi
Di Maio

Di Maio, gaffeur a cinque stelle, scivola sull’ultimo svarione. Ospite di Floris in collegamento con lo studio di La7, ai microfoni di DiMartedì, replica al conduttore che gli chiede quale via d’uscita venga lasciata a Putin dopo la presa di posizione ferma dell’Unione Europea, che ha varato dure sanzioni contro la Russia e stanziato importanti somme in armamenti per aiutare l’Ucraina nel conflitto contro Mosca, con una metafora animalesca fuori luogo e fuori ruolo. «In Italia un proverbio popolare dice che quando picchi il cane devi lasciarti la porta della stalla aperta, perché devi dargli la possibilità di scappare, quale possibilità viene offerta a Putin?» domanda il conduttore al suo ospite. Il quale, fermo al parallelismo animalista, risponde: «Penso che tra Putin e qualsiasi animale c’è un abisso, e quello atroce è lui». E oggi, occhi ancora sgranati e sguardo incredulo, il web insorge. E non solo il web…

L’inopportuna dichiarazione di Di Maio su Putin

«Una volta esisteva la Diplomazia che tentava disperatamente di fermare i conflitti….noi abbiamo il Ministro degli Esteri»… È una delle frasi che più rende l’idea, forse, dello sconcerto e dell’indignazione seguite alla uscita più che maldestra del titolare della Farnesina ospite ieri a DiMartedì su La7. Per il quale oggi imperversa su Twitter l’hashtag Di Maio dimettiti. E contro il quale i social – e non solo – stanno insorgendo, esterrefatti e furiosi. Rispetto alle quali, su un piano più specificatamente politico e istituzionale, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha eccepito. Sferzando il ministro grillino. Richiamandolo al rispetto di doveri ed equilibri che ruolo e buon senso prescrivono a prescindere, rispetto a una situazione tragica come quella di una guerra in corso. E che a maggior ragione valgono per chi in questo conflitto internazionale, ha un’investitura ufficiale e un compito delicatissimo.

La dichiarazione di Giorgia Meloni sulla scivolata di Di Maio

E allora: «Inopportune le parole pronunciate ieri sera in tv dal ministro degli Esteri Di Maio nei confronti del presidente della Federazione Russa Putin», ha dichiarato Giorgia Meloni. Che poi ha proseguito: «Il capo della diplomazia italiana dovrebbe essere consapevole che nei rapporti internazionali le parole hanno un peso estremamente importante. E che lasciarsi andare a sproloqui fuori luogo può portare a delle conseguenze per la Nazione che si rappresenta. Soprattutto in un momento nel quale ci si confronta con un conflitto armato e una gravissima crisi diplomatica». Pertanto, ha concluso il suo intervento la Meloni, «Fratelli d’Italia chiede al ministro Di Maio di usare quel buon senso, quell’equilibrio e quell’autorevolezza che il titolare della Farnesina è tenuto sempre ad avere».

Intanto però, quelle parole forti e quei parallelismi casarecci che il ministro, ospite di Giovanni Floris, ha riservato al presidente russo – artefice di un conflitto che sta scatenando orrore. Morte e distruzione –. Quelle dichiarazioni che, come ha sottolineato la Meloni, nulla hanno a che fare con la dialettica diplomatica che un rappresentante delle istituzioni – e nello specifico – chi ha compito di attuare la politica estera dell’Italia e di rappresentare il Paese nel contesto delle relazioni internazionali, non dovrebbe neppure pensare di inanellare – meno che mai in un consesso pubblico e ufficiale come quello televisivo – stanno facendo il giro del web.

La gaffe di Giggino con il ministro degli Esteri russo

Del resto, si sa, Di Maio non è nuovo a gaffe epocali in cui è inciampato dall’alto di un pulpito istituzionale. Addirittura, nel caso della querelle diplomatica russa, il ministro pentastellato è addirittura recidivo. Di Maio, infatti, è fresco reduce da un recentissimo botta e risposta con il suo omologo russo, Sergej Viktorovič Lavrov, che appena una settimana ha sbeffeggiato Giggino. E ironizzato su una sua «strana idea di diplomazia». Cavalcata lancia in resta con dichiarazioni mirate a escludere «nuovi incontri bilaterali» in assenza di segnali di distensione…

La lezione di stile (e di politica) di Lavrov a Di Maio

Un’occasione succulenta, per il collega Lavrov, di impartire una sonora lezione di politica estera e di stile al ministro rampante. Al quale l’omologo russo ha ricordato che l’arte della diplomazia – ai cui segreti Di Maio sembra ancora essere escluso – serve per l’appunto «solo per risolvere situazioni di conflitto e alleviare la tensione. E non per viaggi vuoti in giro per i Paesi ad assaggiare piatti esotici ai ricevimenti di gala». Di Maio, però, non sembra aver imparato la lezione. E solo ieri è inciampato nell’ennesimo scivolone. Un errore da evidenziare in rosso. Anzi, in russo…

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