Detenuti maghrebini danno fuoco alle celle nel carcere di Busto Arsizio, dieci agenti intossicati

domenica 27 Marzo 10:28 - di Paolo Sturaro
carcere di busto arsizio

Detenuti in rivolta hanno appiccato il fuoco prima alle celle e poi a un reparto del carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Lo denuncia in una nota Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sappe. «Verso le 23, due detenuti maghrebini hanno dato alle fiamme le proprie celle. Uno dei due è stato condotto in ospedale per ustioni e inalazione di fumi. Subito dopo, il detenuto incendiario rimasto in istituto e un altro detenuto hanno incendiato nello stesso Reparto le proprie celle. Il fuoco, fitto e denso, ha invaso anche i due piani superiori che sono state evacuati».

Il rogo al carcere di Busto Arsizio

Dopo il rogo, gli agenti, con il supporto dei vigili del fuoco, hanno spostato tutti i detenuti di altre tre sezioni nei cortili, finché non sono state spente le fiamme. La sezione da cui è partito l’incendio, però – riferisce il Sappe – è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco. Proprio per questo, i detenuti sono stati spostati nella sezione “quarantena”, unico Reparto con posti disponibili.

Dieci i poliziotti intossicati

L’emergenza al carcere di Busto Arsizio è rientrata a notte inoltrata, verso le ore 2.30 circa. Dieci i poliziotti intossicati nel mettere in salvo i detenuti finiti in ospedale, tre dei quali gravi. «I responsabili di questo folle incendio sono detenuti rei di azioni simili, e questo è ancora più grave. I poliziotti sono stati eroici e non hanno temuto fiamme e intossicazione pur di scongiurare una strage. Sono stati veri e propri eroi», evidenzia Greco.

Il Sappe: occorrono interventi concreti

Il segretario generale del Sappe Donato Capece esprime «solidarietà ai poliziotti intervenuti e in particolare ai colleghi intossicati finiti in ospedale». Chiede «interventi concreti da parte dell’amministrazione penitenziaria regionale a tutela del personale che lavora nelle carceri italiane, della Lombardia e in particolare a Busto Arsizio».

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