Corruzione, 7 arresti. Coinvolti l’imprenditore Bianchi di Castelvecchio e dipendenti del Miur

3 Mar 2022 13:49 - di Redazione

Nuova misura cautelare nei confronti dell’imprenditore romano Federico Bianchi di Castelbianco. Lo psicologo ed editore era già ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma per corruzione. In merito ad appalti sospetti del Ministero dell’Istruzione. Sono sette le persone, indagate, a vario titolo, per reati di corruzione.

Corruzione al Miur, 7 nuove misure cautelari

Le misure riguardano l’imprenditore romano. Risultato amministratore di fatto e/o di diritto di 3 società e di una fondazione. Che hanno ricevuto, nel periodo 2018-2021, affidamenti da parte di istituti scolastici. Per circa 23 milioni di euro. Tre persone collegate all’imprenditore che sarebbero coinvolte a vario titolo. E due dipendenti del Ministero di viale Trastevere. Uno dei quali recentemente in pensione. A carico di un terzo dipendente del ministero è stata applicata la sospensione temporanea per un anno dall’esercizio del pubblico ufficio.

Indagato l’imprenditore romano Bianchi di Castelbiano

L‘imprenditore è stato oggi raggiunto da una nuova misura cautelare. Per ipotesi di corruzione di altri funzionari e dirigenti dello stesso ministero. Bianchi di Castelbianco avrebbe potuto contare sulla collaborazione dei dipendenti del Ministero dell’istruzione. Secondo uno scambio di interessi. Tradotti in vantaggi economici per l’imprenditore. Era in grado di conoscere anticipatamente i contenuti dei bandi. Per il finanziamento di progetti scolastici. Apportando le modifiche necessarie per favorire le sue società. E avrebbe partecipato a riunioni strategiche presso il Miur.

Conosceva in anticipo i bandi di gara del ministero

Due  dipendenti dell’imprenditore, finiti agli arresti domiciliari, avrebbero contribuito alla predisposizione dei bandi di gara. In modo che potessero essere aggiudicati agli enti riconducibili all’imprenditore. Gli arresti domiciliari riguardano anche un campano. Titolare di una ditta individuale con sede in provincia di Caserta. Che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti. Per giustificare il denaro in uscita dalle società dell’imprenditore romano. Destinato, in realtà, a coprire le spese a favore del capo Dipartimento. Il gip ha disposto nei confronti dei tre pubblici ufficiali indagati il sequestro preventivo pari alle somme oggetto di corruzione.

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