Vittima semicarbonizzata ad Anguillara: fermati due immigrati, uno era pronto a fuggire in Egitto

sabato 5 Febbraio 11:01 - di Giorgio Sigona
Anguillara

Un assassinio atroce. i cui elementi stanno venendo fuori uno dopo l’altro. Si inizia a far luce sulla vicenda che sta sconvolgendo Anguillara, la cittadina che si affaccia sul lago di Bracciano. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’intero quadro del fatto di sangue. C’è infatti il fermo di quattro giovani di origine egiziana, Un fermo necessario perché c’era un concreto pericolo di fuga. Sono indagati per l’omicidio di Abdu Ibrahim Ramadan. Il suo cadavere era semi-carbonizzato in un terreno incolto proprio nel Comune della città metropolitana di Roma. Aveva un profondo taglio alla gola. Almeno uno dei fermati stava preparando la fuga in Egitto.

L’omicidio di Anguillara, il gps dell’auto

A incastrare i quattro c’è innanzitutto il gps dell’auto utilizzata per il delitto. Gps che, si legge nel decreto di fermo, «segna non solo il percorso ma anche le soste. Soste che non sono state effettuate fino al luogo del ritrovamento» del cadavere. «In altri termini, chi è salito a bordo a inizio corsa era senza ombra di dubbio sul luogo dell’uccisione della vittima», si legge. Un passante aveva dato l’allarme. Aveva notato quella che sembrava essere una sagoma umana in un campo, che costeggia la strada principale

Uno degli indagati preparava le valigie per andar via

A rendere necessario il fermo è stato il concreto pericolo di fuga. Uno dei fermati infatti, irregolare in Italia, si era appena procurato le valigie per ripartire velocemente per l’Egitto. Questo emerge da un’intercettazione captata dai carabinieri di Anguillara. «La valigia deve stare da me domani mattina per favore» dice al telefono. Il fermo, disposto dalla Procura di Civitavecchia è stato convalidato dal gip ed stato eseguito dai Carabinieri di Bracciano.

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