Videogiochi spacciati per video esclusivi sulla guerra in Ucraina: imbarazzo in Rai

sabato 26 Febbraio 16:34 - di Hoara Borselli
video Rai

Quando la fantasia supera la realtà, le immagini della guerra in corso in Ucraina diventano un videogioco trasformato in video esclusivi da proporre a tutto schermo ai telespettatori che, ignari, ci cascano. Quella cui stiamo assistendo a livello mediatico è una guerra curiosamente ibrida: metà realtà, metà suggestione. Sono poche le immagini reali da poter offrire al telespettatore. E chi è sul campo con una telecamera può solo contare le esplosioni e riprendere i bagliori della tempesta d’acciaio all’orizzonte. Allora come poter soddisfare la curiosità di chi,davanti allo schermo,attende le sorprendenti ed al contempo tragiche immagini che solo una guerra può regalare?

Ucraina- Russia, una guerra ibrida

In assenza di materiale utile,entrano in soccorso i fake-video che sembrano talmente reali da sfuggire anche al più attento osservatore. Paradossale che a trasmetterle sia proprio la Rai, quel servizio pubblico pagato dai cittadini, che proprio in nome del canone che versano, dovrebbero sentirsi garantiti almeno nel non venire presi in giro. Purtroppo non è andata così. Per tenere sveglio il teledipendente, si mettono in campo tutti i mezzucci possibili, anche i videogame, per testimoniare una battaglia aerea. Un errore imbarazzante. Invece del frammento bellico stava scorrendo sui teleschermi il videogioco ArmA3 prodotto dalla Bohemia interactive studios e uscito nel 2013; costruito con perizia per rappresentare le strategie d’attacco in un conflitto moderno.

Quando la fonte è il web i rischi di un massacro mediatico sono alti

Come riporta “La Verità”, il conduttore del programma commentava così il video: «Questa è la contraerea ucraina che cerca di abbattere uno degli aerei da combattimento di Putin. Lo abbiamo trovato in rete, perché questa è una guerra tradizionale ma ha anche una narrazione social, moderna, contemporanea». Soprattutto falsa; nella trappola sono cadute anche alcune emittenti straniere. Questo accade quando la fonte principale è il Web e i rischi di un massacro mediatico sono altissimi. La Rai non ha temuto di correrli e di collezionare gaffe in un numero mai così alto nella storia della televisione: 24 ore da incubo. «Ecco il bombardamento russo dell’Ucraina», annunciava Rainews 24 diretta da Andrea Vianello. Era l’esplosione di Tianjin in Cina sei anni fa. E quando in un’altra rete è stato lanciato il servizio «Pioggia di missili su Kiev», stavano andando in onda immagini che appartenevano ad un altro videogame, War Thunder.

La Rai cade nell’equivoco e si scatena Anzaldi

Immediata la reazione del segretario della commissione di vigilanza, Michele Anzaldi: «Possibile che un’azienda con 1.700 giornalisti e decine di direttori e vice, esibisca un simile, imbarazzante disservizio pubblico? In questo modo viene usato il canone degli italiani?». Eh già, com’è possibile diciamo noi, che la bramosia di poter regalare al telespettatore le immagini più sensazionali, non tenga conto dell’etica della verità. Un atto di rispetto che un’azienda come la Rai dovrebbe prima a se stessa; e poi a chi, in buona fede non penserebbe mai di essere preso in giro, soprattutto in un momento storico dove di fake-news ne ha dovute tollerare già fin troppe. Non sarebbe l’ora di iniziare a dire la verità?

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