Toninelli attacca Di Maio: “Torni alle origini. Io comico? I monopattini in strada sono merito mio…”

lunedì 21 Febbraio 8:06 - di Lucio Meo

E’ un Danilo Toninelli orgoglioso e scalpitante quello che si confessa al Fatto Quotidiano nei giorni più difficili per il Movimento Cinque Stelle, tra il leader defenestrato, Giuseppe Conte, e la guerra continua con Di Maio e i Casaleggio. L’ex ministro dei Trasporti, re assoluto delle gaffe, rivendica i suoi meriti politici ma annuncia di essere disposto a farsi da parte “per fare altre cose…”.

“Ho avuto un potere enorme e non mi sono mai risparmiato di esercitarlo contro i vecchi bastioni della rendita parassitaria, contro chi aveva le leve lunghe di un potere immortale. Sono giunto al ministero con la favolosa ingenuità del dilettante, di chi non aveva consapevolezza di quel che provocava con le proprie decisioni. Senza quell’incoscienza ti arrendi prima di iniziare”.

Toninelli e lo spirito originario del M5S

“Chi avrebbe fatto la guerra ai Benetton come l’ho fatta io? Altri dicono che lei fosse solo un dilettante allo sbaraglio. Allo sbaraglio un corno. I Benetton intanto hanno ripagato sia il ponte che le case degli sfollati“, racconta Toninlli, che sorvola sulla marea di gaffe collezionate, come quando in tv promuoveva l’auto ibrida annunciando allo stesso tempo di aver appena comprato un Suv e per giunta diesel. “Perché non giudicarmi per quel che ho fatto a favore della cosiddetta mobilità dolce e poco inquinante. I monopattini nelle strade, per esempio sono opera mia…”. Poi le accuse ai leader attuali. “Spero che tutto il movimento confermi la linea fondativa: due mandati bastano poi si torna da dove si è partiti. A Luigi Di Maio auguro di ritrovare lo spirito primitivo dei Cinquestelle”.

Il libro che “ho scritto tutto da solo…”

Il giornalista del Fatto gli ricorda poi quella famosa gaffe, l’ennesima, di quando disse “Ho scritto il mio libro tutto da solo”. Toninelli non si scompone: “Volevo spiegare che non ero stato assistito da ghost writer, da editor, da gente che legge e corregge, ingentilisce, rimodula, sbianchetta. Tutto da solo, senza alcun aiuto. I giornalisti hanno colto l’occasione per fare la solita caciara”. Cosa farà adesso? “Non lascio il Movimento. Draghi è andato a Genova e ha ringraziato tutti tranne lei. Poco male. Rabbuiato? Neanche per idea! Quel che ho fatto si vede. Se c’è il ponte è anche merito mio. E se sotto quel ponte adesso nascerà un giardino è sempre per merito mio.  Se Gioia Tauro è tornato ad essere un porto leader nel Mediterraneo è anche, se permette, merito mio. La gente non sa nulla. L’ironia è facile, ma i fatti sono più forti. Perderemo Toninelli e questa è una gran brutta notizia. Tranquillo, mica c’è solo il Parlamento?”.

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