Rampelli: “Ora è tutto chiaro, Altavilla era uno sceriffo per contratto. Doveva svendere Alitalia”

12 Feb 2022 19:16 - di Guido Liberati
Ita, Alitalia

“Alitalia è stata fatta fallire ‘whatever it costs’. Ita sta per essere privatizzata nonostante la necessità di mantenere una compagnia di bandiera italiana e nonostante gli italiani abbiano sborsato 3 miliardi di euro”. Lo dichiara il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli.

“Abbiamo dovuto subire le intemperanze di un presidente esecutivo di Ita – prosegue Rampelli – in perenne polemica con il Parlamento, ora si capisce perché. Altavilla doveva fare lo sceriffo per contratto, il suo compito era svendere, non risanare e valorizzare. Ora che, senza prima aver irrobustito e rilanciato la nuova azienda, ci si affretta a cederne le quote quando non è ancora commercialmente appetibile il gioco è smascherato”.

Rampelli sulla gestione di Alitalia da parte di Altavilla

“Il mercato aereo italiano è fiorente, infatti – continua l’esponente di Fratelli d’Italia – produce profitti per decine di low cost. Per renderlo fruttuoso anche per una compagnia di bandiera serve un piano credibile per il trasporto aereo, manager che non abbiano l’obiettivo di spolparla per interessi privati, uno Stato presente con quota di maggioranza e realmente sorvegliante, partner privati di dimensioni inferiori a Ita o di altri profili trasportistici, investimenti tali che consentano sviluppo e crescita e non ridimensionamento e assistenzialismo”.

Secondo Rampelli, “la lettura comparata di altri dossier strategici per la nostra comunità sembrerebbero condannare l’Italia a cedere le sue principali leve economiche a terzi e il primo ministro Draghi sembrerebbe il vero garante di queste operazioni transnazionali”.

Il sogno di Ita compagnia di bandiera è durato 5 mesi

La storia di Ita è sotto gli occhi di tutti: appena nata e già apre le porte ai privati. A poco meno di 5 mesi dal decollo, il governo accende i motori per il processo di vendita di Ita Airways. Il disco verde è arrivato dal Consiglio dei ministri che ha preso in esame il dpcm che traccia rotta dell’operazione. Può prevedere un’offerta pubblica o una vendita diretta, con l’azionista Tesoro, ora proprietario al 100%, che rimarrà, in una prima fase, con una quota minoritaria e non di controllo. In una seconda fase, potrà vendere l’intera quota. E, come ha indicato il ministro dell’Economia Daniele Franco, non ci sono tempi predeterminati.

Fatto sta che ora la privatizzazione entra nel vivo e, almeno per Ita, non dovrebbe ripetersi la storia dei tentativi falliti o non proprio fortunati della vecchia Alitalia, anche perché, date le sue dimensioni, l’aviolinea non potrà reggere da sola sul mercato.

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