Putin: «La situazione nel Donbass peggiora. L’Occidente troverà una scusa per imporci sanzioni»

venerdì 18 Febbraio 18:30 - di Eugenio Battisti

“Tutto quello che Kiev deve fare è sedersi al tavolo dei negoziati con il Donbass e concordare una soluzione del conflitto”. Così Vladimir Putin, al termine di un incontro durato due ore e mezzo con il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko. La situazione precipita e i canali diplomatici sembrano indebolirsi di fronte all’escalation militare. Anche se Mosca continua a confermare il ritiro progressivo di truppe dal confine ucraino. Smentito però da Kiev e dalla Casa Bianca. Che denuncia nuovi assembramenti ai confini.

Putin: la situazione nel Donbass sta peggiorando

Kiev continua a “sabotare l’attuazione degli accordi” di Minsk. Sull’emendamento alla Costituzione. Lo status speciale del Donbass, le elezioni locali e l’amnistia”. Incontrando la stampa insieme al leader bielorusso, Putin ha ribadito che la situazione è in stallo, “nonostante tutti i nostri sforzi e contatti a livello di consiglieri dei leader dei Paesi del formato Normandia”. L0 ‘zar’ ha denunciato anche “sistematiche e massicce violazioni dei diritti umani” nella regione del Donbass e “discriminazioni della popolazione russofona” in Ucraina.

Le esercitazioni russe hanno carattere difensivo

Quanto alle esercitazioni militari russe (annunciate per domani) ha sottolineato il carattere “esclusivamente difensiv0”. “Non rappresentano una minaccia per nessun altro Paese. Erano state programmate”, dice confermando che sarà accompagnato dal leader bielorusso. “Ora è in corso una fase attiva. E domani parteciperemo in uno dei seri eventi in questo complesso di cooperazione militare”. Putin non ha precisato altro. Ma il ministero della Difesa russo aveva già annunciato che il leader del Cremlino avrebbe presenziato ad esercitazioni che comprendono lanci di missili balistici e di crociera. Nell’ambito dell’Unione fra Russia e Bielorussia, inoltre, Putin ha parlato di “seri progressi” verso la fusione delle strutture politiche ed economiche dei due paesi. Iniziative bilaterali su migrazioni, economia e questioni militari.

L’Occidente imporrà comunque sanzioni a Mosca

Intanto torna a prendere piede l’ipotesi di sanzioni da parte dell’Europa alla quale il presidente russo ha risposto con durezza. L’Occidente imporrà le sanzioni contro la Russia “in ogni caso. Troverà comunque una scusa”, ha detto il presidente russo denunciando una situazione molto preoccupante nei territori del Donbass. “La minaccia di nuove sanzioni occidentali viola gravemente il diritto internazionale. E il paese dovrà rafforzarsi dall’interno per contrastarne l’effetto”, ha detto il presidente russo. “Si tratta di pressioni. Un’importante violazione del diritto internazionale cui quelli che ne parlano ora sono interessati solo se è di beneficio a loro. E quando non conviene loro allora si dimenticano di tutte le norme del diritto internazionale”.

Niente tavolo di 6 metri al vertice Putin-Lukashenko

Niente tavolo lungo sei metri per il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Ancora una volta il tavolo scelto dal presidente russo Vladimir Putin appare come un simbolo della maggiore o minore distanza politica con gli ospiti. Le foto ufficiali mostrano Lukashenko e Putin su due poltroncine, separate soltanto da un tavolinetto basso. Mentre per il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere Olaf Scholz era stato scelto l’ormai famoso tavolo lungo sei metri. La prossima settimana Mario Draghi sarà ricevuto al Cremlino. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che si sta lavorando alla visita. Per quale “non è ancora stata fissata una data”.

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