Putin alla fine è stato il più abile e tiene lontana l’Ucraina dalla Nato. La figuraccia di Biden

17 Feb 2022 11:13 - di Francesco Severini
Putin

E’ stato il presidente Putin, nel braccio di ferro tra Russia e Usa sulla questione Ucraina, a segnare un punto a proprio vantaggio. Almeno fino a questo momento. Nonostante i dubbi della Nato sull’effettivo ritiro delle truppe da parte del Cremlino, Putin ha smontato la propaganda allarmista che dava per imminente un attacco russo che nella data indicata – mercoledì 16 febbraio – non c’è stato.

Putin e il mancato attacco russo, la delusione della Casa Bianca

“Deve essere stata una bella delusione per il presidente americano Biden – commenta La Verità –  che da settimane insiste sull’imminente attacco, lanciando strali a Mosca e minacciando soprattutto sanzioni epocali pronte a essere innescate come missili a testata nucleare sulla rampa di lancio. Il D-Day, fatto un po’ semplicisticamente cadere un concomitanza con la celebrazione dell’Unità in Ucraina, era sostenuto da precisi piani militari, illustrati al Pentagono da generali ultradecorati e sostenuti dalle testimonianze di agenti Cia sul posto, parenti stretti di quelli dell’antrace in Iraq. Che figura del fesso ci ha fatto il presidente americano. A Mosca sono stati al gioco finché è convenuto ma nemmeno loro si aspettavano tanta senile testardaggine. Il presidente russo, che non è certo uno incline all’ironia, ci ha perfino riso su chiedendo se fosse possibile conoscere in anticipo anche l’ora esatta dell’attacco”.

Il bilancio di Biden non è certo soddisfacente

In più, tutto il mondo si è accorto che il presidente Biden ha cercato di sfruttare a proprio vantaggio la crisi Ucraina per un recupero d’immagine dopo il fallimento della politica statunitense in Afghanistan. Il bilancio della Casa Bianca non può certo giudicarsi soddisfacente.

Putin e la vera posta in gioco

Ma non è sul piano della propaganda il vantaggio che Putin porta a casa in questo braccio di ferro che rinnova un clima da guerra fredda di cui nessuno sente il bisogno. La Russia ottiene la non adesione alla Nato dell’Ucraina che era la vera posta in gioco. Non a caso l’ex ambasciatore Sergio Romano, in un’intervista al Giorno, sottolinea che “l’unica soluzione è la dichiarazione di neutralità dell’Ucraina. Deve diventare come la Svizzera. Gli Stati Uniti e la Polonia si sono sempre opposti, ma Kiev è storicamente e culturalmente troppo legata a Mosca. L’idea che non possa esservi un rapporto stretto è inimmaginabile. Chi si oppone non fa che aumentare i rischi della crisi”.

Sergio Romano: non credo nell’utilità della Nato

“In realtà non sono mai stato particolarmente preoccupato – continua Sergio Romano – e non ho mai condiviso gli allarmismi che hanno caratterizzato questa crisi. Siamo in una situazione in cui nessuno vuole veramente aggravare il problema, ma al contempo nessuno è pronto a fare le concessioni necessarie. Non credo – aggiunge ancora – nell’utilità della Nato così come è stata concepita. Se continui a trattare la Russia come un nemico, Mosca per forza si comporterà come tale“, conclude.

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