Pedofilia, le carte scagionano Ratzinger: “Non sapeva nulla degli abusi del sacerdote”

martedì 8 Febbraio 13:45 - di Redazione
Ratzinger

Il cardinale Joseph Ratzinger “non era a conoscenza degli abusi commessi dal sacerdote X” nell’epoca in cui era arcivescovo di Monaco. Un’equipe di esperti di diritto canonico lo certifica: sono Stefan Mückl – Roma Mag. Helmuth Pree –. Ludwig-Maximilians-Universität, Monaco di Baviera, Stefan Korta – Buchloe; Carsten Brennecke – Colonia (Diritto alla libertà d’espressione). Hanno analizzato lo sterminato rapporto sugli abusi sessuali nella Chiesa di Monaco all’epoca in cui Ratzinger era arcivescovo assolvendolo con formula piena da ogni accusa di copertura e dai dubbi sollevati.

Pedofilia nella diocesi di Monaco: Papa Ratzinger non sapeva nulla

“Nel rapporto sugli abusi dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si afferma che: Joseph Ratzinger, al contrario di quanto da lui sostenuto nella memoria redatta in risposta ai periti, era presente alla riunione dell’Ordinariato del 15 gennaio 1980 nella quale si parlò del sacerdote X. E si sostiene che il cardinale Ratzinger avrebbe impiegato questo sacerdote nell’attività pastorale, pur essendo a conoscenza degli abusi da lui commessi, e con ciò avrebbe coperto i suoi abusi sessuali. Ciò non corrisponde al vero, – si legge infatti nel rapporto – secondo le nostre verifiche: Joseph Ratzinger non era a conoscenza né del fatto che il sacerdote X fosse un abusatore, né che fosse inserito nell’attività pastorale”. Gli atti mostrano che nella riunione dell’Ordinariato del 15 gennaio 1980 non si decise l’impiego del sacerdote X per un’attività pastorale. “Gli atti – continuano gli esperti – mostrano anche che nella riunione in questione non si trattò del fatto che il sacerdote aveva commesso abusi sessuali. Si trattò esclusivamente della sistemazione del giovane sacerdote X a Monaco di Baviera, perché lì doveva sottoporsi a una terapia. Si corrispose a questa richiesta. Durante la riunione non venne menzionato il motivo della terapia. Nella riunione non venne perciò deciso di impiegare l’abusatore in alcuna attività pastorale”.

Pedofilia, cosa si evince dagli atti degli esperti

Nel rapporto sugli abusi dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga si afferma inoltre: ‘Con riguardo alla sua presenza alla riunione dell’Ordinariato del 15 gennaio 1980, Benedetto XVI avrebbe consapevolmente deposto il falso, avrebbe mentito‘. “Ciò – scrivono gli esperti – non risponde al vero, infatti: L’affermazione contenuta nella memoria di Benedetto XVI per cui egli non avrebbe preso parte alla riunione dell’Ordinariato del 15 gennaio 1980 è effettivamente errata. Tuttavia Benedetto XVI non ha mentito o consapevolmente deposto il falso: nella redazione della memoria Benedetto XVI tale fatto è stato sostenuto da un gruppo di collaboratori. Esso è composto dall’Avvocato Dott. Carsten Brennecke (Colonia) e dai seguenti collaboratori per il diritto ecclesiastico: il Prof. Dott. Dott. Stefan Mückl (Roma), che su incarico di Benedetto XVI ha esaminato gli atti, il Prof. Dott. Dott. Helmuth Pree e il Dott. Stefan Korta”.

Come è nato l’equivoco

In definitiva, scrivono gli esperti, “non si può imputare a Benedetto XVI quest’errore di trascrizione come falsa deposizione consapevole o “bugia”. Non avrebbe peraltro avuto alcun senso che Benedetto intenzionalmente negasse la sua presenza alla riunione: infatti il verbale della riunione riporta affermazioni di Joseph Ratzinger. La presenza di Joseph Ratzinger pertanto era evidente. Inoltre, nel 2010 diversi articoli di stampa riferiscono – senza smentita – della presenza del Cardinale Ratzinger alla riunione. Allo stesso modo, in una biografia di Benedetto XVI pubblicata nel 2020 si legge: ‘Da vescovo, nel corso di una riunione dell’Ordinariato nel 1980, egli aveva solo acconsentito che il sacerdote in questione potesse venire a Monaco di Baviera per sottoporsi a una psicoterapia’ (Peter Seewald, Benedikt XVI., Droemer Verlag 2020)”.

Smontate le accuse a Ratzinger

Nel rapporto si sostiene che ‘Benedetto XVI abbia avuto un comportamento erroneo in altri tre casi. Infatti, anche in questi casi egli avrebbe saputo che i sacerdoti erano abusatori’. “Ciò non risponde al vero, secondo le nostre verifiche infatti: In nessuno dei casi analizzati dalla perizia – ribadiscono gli esperti – Joseph Ratzinger era a conoscenza di abusi sessuali commessi o del sospetto di abusi sessuali commessi dai sacerdoti. La perizia non fornisce alcuna prova in senso contrario. Riguardo al caso del sacerdote X, pubblicamente discusso nella riunione dell’Ordinariato del 1980 per quanto concerne la sistemazione da dargli per una terapia, lo stesso perito – durante la conferenza stampa del 20.01.2022, in occasione della presentazione del rapporto sugli abusi – ha affermato che non sussiste alcuna prova che Joseph Ratzinger ne fosse a conoscenza. Alla successiva domanda di una giornalista se i periti fossero in grado di dimostrare che Joseph Ratzinger fosse stato a conoscenza del fatto che il sacerdote X avesse commesso abusi sessuali, il perito affermava chiaramente che non c’è alcuna prova che Joseph Ratzinger ne fosse a conoscenza”.

Ratzinger condannò l’esibizionismo del sacerdote

Gli esperti sono perentori nel dire che “la perizia non contiene alcuna prova che corrobori l’accusa di comportamento erroneo o di concorso in copertura” da parte di Ratzinger. Nel rapporto si sostiene che: ‘Nella memoria presentata Benedetto XVI avrebbe minimizzato atti di esibizionismo. Quale prova per quest’affermazione è riportata la seguente indicazione contenuta nella memoria: ‘Il parroco X è stato notato come esibizionista, ma non come abusatore in senso proprio”‘. “Ciò non risponde al vero, infatti: – scrivono ancora gli esperti – nella memoria presentata Benedetto XVI non ha minimizzato il comportamento esibizionista, ma lo ha espressamente condannato. La frase utilizzata come presunta prova della minimizzazione dell’esibizionismo è decontestualizzata. Nella memoria infatti Benedetto XVI afferma con la massima chiarezza che gli abusi, esibizionismo incluso, sono “terribili”, “peccaminosi”, “moralmente riprovevoli” e “irreparabili”.

“Non sono un bugiardo, il Papa è con me”: la lettera di Ratzinger

Non sono un “bugiardo”, il Papa “è con me”. Il Pontefice emerito, Benedetto XVI, in una accorata lettera -resa nota oggi dal Vaticano – chiarisce la sua posizione. Joseph Ratzinger nella lettera dà voce al suo dolore e alla profonda sofferenza per il fatto che qualcuno abbia potuto dubitare sulla sua sincerità e spiega che Papa Francesco è con lui. “A seguito della presentazione del rapporto sugli abusi nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga il 20 gennaio 2022, mi preme rivolgere a tutti voi una parola personale. Infatti, anche se ho potuto essere arcivescovo di Monaco e Frisinga per poco meno di cinque anni nell’intimo continua comunque a persistere la profonda appartenenza all’arcidiocesi di Monaco come mia patria. Vorrei innanzitutto esprimere una parola di cordiale ringraziamento”.

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