Liz Taylor: 90 anni fa nasceva la diva dagli occhi viola con una vita e una carriera da leggenda (video)

venerdì 25 Febbraio 12:10 - di Penelope Corrado
Liz Taylor

Era la diva dagli occhi viola, i sette mariti – tra cui il collega Richard Burton sposato due volte, nel ’64 e nel ’75 -, la passione per i diamanti enormi ed il buon bourbon. Dame Elizabeth Rosemond Taylor ovvero Liz Taylor, nata a Londra il 27 febbraio 1932 e morta a West Hollywood il 23 marzo 2011, di cui si ricorda il novantesimo dalla nascita. Da tempo malata di cuore, scomparve a 79 anni al Cedars-Sinai Medical Center. Alla sua morte ha lasciato un patrimonio personale stimato int0rno a un miliardo di dollari. Oggi riposa presso il Forest Lawn Memorial Park di Los Angeles, dove vanno migliaia di visitatori ogni anno.

Prima enfant prodige poi donna dalla bellezza perfetta, raffinata ed irraggiungibile, raggiunse l’apice del successo fra gli anni cinquanta e sessanta durante i quali fu l’interprete più pagata di Hollywood. Vinse due volte il Premio Oscar alla migliore attrice (a fronte di cinque candidature): nel 1961 per “Venere in visone” e nel 1967 per “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, e per lo stesso ruolo ricevette un BAFTA quale attrice britannica dell’anno; nel 1993 vinse l’Oscar Premio umanitario Jean Hersholt per le sue attività di beneficenza, in particolare per la lotta contro l’AIDS nel 1992; l’anno successivo fu insignita dall’American Film Institute del Life Achievement Award, il premio alla carriera. Nel 2002 ricevette l’onorificenza del Kennedy Center Honors dal “John F. Kennedy Center for the Performing Arts”. Il 10 novembre 2005 fu premiata con il Britannia Award for Artistic Excellence in International Entertainment.

Liz Taylor: una carriera leggendaria

Le impronte delle mani e dei piedi di Liz Taylor sono impresse nel pavimento davanti al Grauman’s Chinese Theatre, e ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al numero 6336 di Hollywood Boulevard. Per i suoi successi come attrice bambina il suo nome è incluso anche nella Young Hollywood Hall of Fame (1940’s).
Celeberrimi alcuni suo ruoli (tra i tanti) ne “Il padre della sposa” (1950), “Un posto al sole” (1951), “L’ultima volta che vidi Parigi” (1954), “Il gigante” (1956), “L’albero della vita” (1957), “La gatta sul tetto che scotta” (1958), “Improvvisamente l’estate scorsa” (1959), “Cleopatra” (1963), “La bisbetica domata” (1967), “Riflessi in un occhio d’oro” (1968), “X, Y e Zi” (1972) e “Assassinio allo specchio” (1980).

Il debutto al cinema ad appena 9 anni e il successo con “Torna a casa, Lassie!”

All’età di tre anni la piccola cominciò a prendere lezioni di danza, all’età di nove anni apparve nel suo primo film, “There’s One Born Every Minute (1942)” di Harold Young, prodotto dagli Universal Studios. Scaduto il contratto con la Universal venne ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, girò “Torna a casa, Lassie!” nel 1943 e divenne la teenager più famosa dell’epoca. Dopo un altro paio di pellicole, una delle quali per la 20th Century Fox, apparve nel suo primo film come protagonista interpretando Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo per vincere l’Aintree Grand National, nel film “Gran Premio”: era il 1944, la pellicola ottenne un grandissimo successo con incasso record e Liz divenne la “bambina-prodigio”. A sedici anni però, già stanca e pressata dallo starsystem, disse ai genitori che desiderava lasciare la recitazione per vivere un’adolescenza normale; la madre glielo impedì: la ragazza aveva l’aspetto di una donna adulta e conturbante, l’ambizione materna prevalse: Liz continuò la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, si diplomò alla University High School di Los Angeles nel 1950, e quell’anno si sposò per la prima volta.
Lavorerà tanto, film dopo film, ma senza vera soddisfazione. Nel 1956 ottenne la scrittura de “Il gigante”, epico film di George Stevens, accanto a Rock Hudson (che divenne suo amico fraterno) e James Dean, di cui fu l’ultimo film prima della tragica scomparsa.
Erano iniziati gli anni del cinema hollywoodiano che renderanno Liz una diva internazionale, caparbia e capricciosa, amante della vita lussuosa, volubile ma divina. Divenuta l’attrice più pagata di Hollywood, nel 1960 firmò un contratto da un milione di dollari (lievitati a sette alla fine delle riprese) con la 20th Century Fox per interpretare la regina “Cleopatra”: sul set conobbe Richard Burton, il più grande e turbolento amore dell’attrice, vissuto in maniera burrascosa tra passione bruciante e litigi devastanti, sbronze colossali e scenate epiche, dolci rappacificazioni e regali principeschi.

La coppia bella, burrascosa e indimenticabile con Richard Burton

Nel corso degli anni sessanta Taylor e Burton apparvero insieme in vari film: “International Hotel” (1963) di Anthony Asquith, “Castelli di sabbia” (1965) di Vincente Minnelli e “La bisbetica domata” (1967), adattamento di Franco Zeffirelli della commedia shakespeariana che rinverdì il successo internazionale della coppia. Nel 1967 i loro film avevano guadagnato da soli ben 200 milioni di dollari. Nel 1967 seguirono altri due film in coppia, “Il dottor Faustus” diretto dallo stesso Burton, e “I commedianti” di Peter Glenville; l’anno successivo apparvero ancora insieme in “La scogliera dei desideri” di Joseph Losey. La favola finì con il secondo divorzio da Burton, nel 1976.

Negli anni ottanta Liz iniziò a recitare anche a teatro, facendo il suo esordio a Broadway e nel West End nel 1982 con il dramma “Piccole volpi” di Lillian Hellman. Recitò poi in “Private Lives” (1983) di Noël Coward accanto all’ex-marito Richard, in una delle sue ultime interpretazioni.
Apparve anche in varie soap opera, tra cui “General Hospital” (1981) e “La valle dei pini” (1984). Nel 1996 recitò, nel ruolo di sé stessa, in un episodio della sitcom “La tata”. In quegli anni si dedicò anche al doppiaggio nel cartone I Simpson: una volta nel ruolo di sé stessa e una volta come voce di Maggie Simpson. Liz Taylor recitò per l’ultima volta in un film per la TV nel 2001 con “These Old Broads” di Matthew Diamond, ove affiancò Debbie Reynolds, Shirley MacLaine e Joan Collins, le ultime grandi dive come lei.

 

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