La guerra di Sala, ultimatum al maestro Gergiev in scena alla Scala: condanni Putin o addio concerti

24 Feb 2022 16:37 - di Giulia Melodia
Sala

La guerra di Sala. O meglio, la reazione bellicosa del sindaco di Milano all’invasione russa dell’Ucraina passa per la Scala. E il tempio della musica milanese diventa epicentro di uno scontro diplomatico culminato in un ultimatum. Quello che il primo cittadino ha lanciato contro il direttore d’orchestra russo Valery Gergiev, in scena proprio in questi giorni sul prestigioso palco per la Dama di Picche di Cajkovskij. «Il maestro russo Gergiev prenda posizione precisa contro questa invasione – ha tuonato Sala –. Nel caso in cui non lo facesse siamo costretti a rinunciare alla sua collaborazione».

L’ultimatum del sindaco Sala al maestro russo Gergiev in scena alla Scala

Una decisione perentoria, quella del sindaco Sala, che in un confronto con Luca Bernardo a Palazzo Marino ha giustificato dicendo: «Si tratta di un piccolo segno per manifestare il fatto di voler prontamente rendersi conto di quello che sta succedendo». Aggiungendo in calce alla veemente richiesta anche che: «Rispettiamo certamente il tenore culturale di Gergiev, ma il Maestro ha più volte dichiarato la sua vicinanza a Putin».

«Prenda posizione contro l’invasione russa in Ucraina o rinunceremo a lui»

Ora «è chiaro – incalza il primo cittadino – che la cultura può andare su altri piani. Ma di fronte a situazioni così chiare bisogna intervenire. Se il maestro Gergiev non prenderà posizione contro l’invasione – annuncia il sindaco – stasera La Dama di picche e le altre rappresentazioni dell’opera di Tchaikovsky, in cartellone tra il 5 e il 15 marzo, non so se non si faranno. O magari si troverà un altro direttore d’orchestra. In ogni caso, saremo costretti comunque a interrompere questa collaborazione».

Ma il Maestro, già in aria di sostituzione sul podio, sembra essersi chiuso nel silenzio…

Insomma, Sala gliele ha proprio cantate a Gergiev.  E poco fa, fanno sapere da Palazzo Marino, «ha chiesto al Maestro – in accordo con il sovrintendente del teatro Dominique Meyer – di prendere una posizione precisa contro questa invasione». Cosa che però, almeno finora, il celebre direttore d’orchestra non ha fatto. E mentre ieri, al suo debutto nel capoluogo lombardo, il Maestro russo ha incassato gli applausi della sala e qualche timido «buuu», oggi ostenta un rigoroso silenzio. Un silenzio che Sala – che è anche presidente del Cda del teatro alla Scala – ha mal digerito. E su cui, evidentemente, non intende retrocedere di un passo.

 

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