La Cina boccia le sanzioni contro Mosca: non sono mai servite a nulla. E punta l’indice contro gli Usa

venerdì 25 Febbraio 11:37 - di Redazione

La Cina ribadisce il suo no alle sanzioni contro Mosca dopo l’attacco di Putin all’Ucraina. E continua a fare appello al “dialogo”. Pechino si oppone a qualsiasi “sanzione illegale che leda i diritti e gli interessi legittimi della Russia”. Parola del portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin.  Che torna a puntare il dito contro gli Usa. Colpevoli di aver imposto più di 100 sanzioni alla Russia dal 2011. “Che sono risultati strumenti non fondamentali ed efficaci per risolvere i problemi”.

La Cina conferma il suo no alle sanzioni

Insomma la faccia feroce dell’Occidente con le sanzioni non serve.  “Qual è il risultato delle sanzioni? Credo che tutti lo conoscano”, ha aggiunto  Wang. “Le misure unitive e restrittive porteranno solo gravi difficoltà all’economia e al sostentamento delle persone”. Per questo motivo, Pechino “spera che le parti interessate ci riflettano seriamente. E cerchino di risolvere il problema attraverso il dialogo e le consultazioni”.

Pechino attacca gli Usa e la Nato

Pechino non solo non condanna l’attacco del Cremlino, ma sposta la colpa del conflitto su Stati Uniti, Nato e alleati accusandoli di perseguire ancora strategie da Guerra Fredda. “Abbiamo anche visto che la questione Ucraina ha latitudine e longitudine storiche complesse. E comprendiamo le legittime preoccupazioni della Russia sulla sicurezza”, ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi, nella telefonata con il collega russo Serghei Lavrov.

Le misure degli Usa sono inutili

La Cina, ha ricordato inoltre il portavoce del ministro degli Esteri nel briefing quotidiano, “ritiene che l’integrità sovrana e territoriale di tutti i Paesi debba essere rispettata. E che la Carta dell’Onu debba essere sostenuta“. Wang Wenbin ha sollecitato, infine, l’Europa ad adottare, non le sanzioni, ma “un meccanismo di sicurezza equilibrato, efficace e sostenibile. Le sanzioni non sono mai state un modo efficace per risolvere i problemi”, ha ripetuto. “Speriamo che le parti interessate possano risolvere i problemi con il dialogo e i negoziati”.

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