Istat: crollo delle nozze per il covid. Un matrimonio su 5 è misto, in aumento i divorzi

lunedì 21 Febbraio 13:25 - di Redazione

Quasi un matrimonio su 5  con uno sposo straniero. Calano drasticamente i riti religiosi. Aumentano separazioni e divorzi. Lo rileva l’ultimo report dell’Istat. Nel 2020 sono state celebrate 18.832 nozze con almeno uno sposo straniero. In diminuzione del 44,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la quota sul totale è rimasta praticamente invariata. Quasi un matrimonio su cinque: il 19,4% rispetto al 18,6% del 2019.

Istat: calano i matrimoni misti, meno 10mila

I matrimoni misti ammontano a oltre 14 mila (circa 10 mila in meno rispetto all’anno precedente).  E continuano a rappresentare la parte più consistente dei matrimoni con almeno uno sposo straniero. Circa otto matrimoni su 10 con almeno uno straniero sono costituiti da coppie miste. Oltre i tre quarti dei matrimoni misti riguardano coppie con sposo italiano e sposa straniera. Le donne italiane che hanno scelto un partner straniero sono 3.453. Il 3,6% del totale delle spose.

I più diffusi tra rumeni, nigeriani e ucraini

“Il nostro Paese – prosegue l’Istat – esercita una forte attrazione per numerosi cittadini provenienti da paesi a sviluppo avanzato. Che scelgono l’Italia come luogo di celebrazione delle nozze. Ovviamente nel 2020 anche questa tipologia di matrimonio ha subito una flessione. A causa delle restrizioni imposte alla mobilità internazionale. I più diffusi sono quelli tra cittadini rumeni (859 nel 2020, pari al 23,9% dei matrimoni tra sposi stranieri residenti), nigeriani (607, pari al 16,9%) e ucraini (317, pari a 8,8%). In molti casi i cittadini immigrati si sposano nel paese di origine. E  i coniugi affrontano insieme l’esperienza migratoria. Oppure si ricongiungono nel nostro Paese quando uno dei due si è stabilizzato. A livello regionale in cima alla graduatoria vi sono Umbria (25,8%), Lombardia (25,2%), Emilia-Romagna (25,1%) e Marche (24,8%).

Calano le nozze con rito religioso

Le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria hanno determinato un calo verticale soprattutto dei matrimoni celebrati con rito religioso. Che risulta più che doppio rispetto a quello dei matrimoni civili. Per questi ultimi si tratta della prima eccezionale battuta d’arresto dopo una fase di continua crescita. Il rito civile è decisamente più diffuso nelle seconde nozze (96,7%). Essendo in molti casi una scelta obbligata. Si è diffusa sempre più anche nel caso dei primi matrimoni la scelta del rito civile (61,1% nel 2020). Questa quota presenta una spiccata variabilità territoriale. Si passa dal minimo nel Mezzogiorno (46,8%) al massimo del Centro (60,9%).

Aumenta la scelta della separazione dei beni

La scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni è in crescita rispetto al passato (62,7% nel 2008, 40,9% nel 1995),. E mostra un aumento più evidente nel 2020 (il 74,7% dei matrimoni). Nei primi nove mesi del 2021, rileva l’Istat, l’aumento rispetto allo stesso periodo del 2020 (+36,4% per le separazioni e +32,8% per i divorzi) riporta a livelli simili a quelli del 2019. Per le separazioni la crescita è più consistente nel caso dei provvedimenti presso i Tribunali. In particolare per le consensuali (+49,3%). Quest’ultima tipologia aumenta del 6% anche tra 2021 e 2019.

Calano le negoziazioni assistite con avvocati

Gli accordi di negoziazione assistita con avvocati sia per le separazioni sia per i divorzi hanno mostrato, soprattutto per le separazioni, un calo contenuto nei primi nove mesi del 2020 (-2,1%). Seguito da un aumento negli stessi mesi del 2021 (+11,1%). Nel confronto tra il 2021 e il 2019, quindi, si evidenzia un aumento dell’8,8%, in linea con quanto osservato tra 2018 e 2019. Presumibilmente la scelta di questa procedura è stata anche avvantaggiata dal deposito telematico degli atti. Le separazioni e i divorzi consensuali direttamente presso i Comuni, infine, hanno visto una ripresa nei primi nove mesi del 2021. In confronto allo stesso periodo del 2020 (rispettivamente +14,8% e +9,9%).

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