Foibe, Aldo Grasso incenerisce Montanari: “Esibizionista, la tua è mitomania non storiografia”

10 Feb 2022 8:57 - di Gabriele Alberti
foibe Montanari Grasso

Su queste colonne avevamo definito Tomaso Montanari un “diversamente negazionista” per il suo convegno provocatorio sulle foibe fatto per assolvere tutti e depotenziare, dall’ambiguo titolo: “Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo“. Ora non il Secolo, ma Aldo Grasso sul Corriere della Sera “smonta” il rettore dell’Università per stranieri di Siena e la sua iniziativa che di storico non ha nulla. Un articolo tutto da leggere: per l’editorialista siamo in presenza di un “mitomane”.

Foibe, Grasso contro Montanari: la sua storiografia è mitomania

“Più che una riflessione è un’ossessione, più che un’analisi è un’esibizione, più che storiografia è mitomania”. Un incipit fulminante. Per Tomaso Montanari le foibe rappresentano repertorio, “una buona occasione per mettersi in mostra davanti a una sinistra «dura e pura». Di cui, evidentemente, si sente l’ultimo erede”. Del resto, organizzare un convegno sul revanscismo fascista porta in sé un significato univoco: “a nessuno sfugge il carattere di provocazione per ribadire, ancora una volta, come questa ricorrenza sia «una falsificazione storica» voluta dalle destre”, scrive nel suo editoriale Aldo Grasso. L’ossessione di Montanari, la sua attenzione morbosa verso le foibe e la presunta strumentalizzazione “fascista” lo accompagnano tutto l’anno. Per poi raggiungere l’apice della virulenza  nei giorni che precedono il  Giorno del Ricordo.

Foibe, Grasso a Montanari: “La memoria va a corrente alternata?”

La memoria o è un valore sempre o non lo è mai. Ricordiamo che solo nella serata tra il 9 e il 10 febbraio la furia negazionista ha abbattuto la targa di Norma Cossetto ad Udine. Proprio nel giorno iin cui la giovane italiana uccisa dai comunisti jugoslavi nel ‘43 èstata proprio mercoledì ricordata e omaggiata dal Parlamento europeo. I negazionisti o i “diversamente” tali sono fuori dal rispetto della memoria. Come tali, “esibizionisti”, come indicaca la felice aggettivazione di Grasso.

“Ideologia di purificazione etnica”

Che si  scaglia  “contro chi tende a mettere  Il Giorno del ricordo  “in evidente opposizione alla Giornata della memoria (della Shoah). Se alcuni faziosi lo fanno (e lo fanno), se ne assumano la responsabilità. Ma non esiste nessuna equiparazione fra i due eventi: la Shoah indica l’unicità di una tragedia senza paragoni. Le foibe sono un abisso, la voragine dell’inebetimento umano“. Prosegue Aldo Grasso precisando che le due tragedie sono “pur sempre parte di quell’ideologia di purificazione etnica che imbianca tutti i sepolcri del mondo. La disinvoltura sul numero dei morti «costituisce – ha scritto Raoul Pupo – un ottimo trampolino di balzo per il negazionismo (…); la spinta a mettere in discussione non solo la retorica rappresentazione, ma la sostanza dei fatti». La memoria va a corrente alternata?”, si chiede. Nel caso di Montanari sì, la memoria è esibizionismo che altera la “sostanza dei fatti”.

Toni Concina: “Basta con la retorica dell’occupazione fascista”

Memoria significa anche mettere l’accento sul dramma di profughi e sull’accoglienza infame a loro riservata da altri italiani. Grasso conclude infatti con le parole accorate di Toni Concina, presidente dei Dalmati italiani nel mondo:  «Vorremmo che la Nazione ricordasse con serietà e orgoglio i suoi 350.000 figli estirpati dalle loro terre e dimenticati per decenni. E che si smetta di considerarla legata soltanto all’occupazione fascista! Basta leggere i censimenti austriaci dell’inizio ‘900 e paragonarli con quelli croati di fine secolo per toccare con mano la sostituzione etnica effettuata sulla pelle di cittadini laboriosi e onesti, principali vittime delle conseguenze della sciagurata Seconda guerra mondiale». Un plauso all’onestà intellettuale di Aldo Grasso che già in passato ha espresso tutta la sua rabbia contro le tesi di Montanari e dei suoi seguaci. Lo scorso anno scrisse un articolo vibrante contro lo storico Alessandro Barbero.  Alla firma del Corriere non piacque il suo attestarsi sulla posizioni  di Montanari su un capitolo di storia italiana così drammatico.

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