Conte rovinoso dalla Gruber: finisce in farsa, con Giannini che lo chiama “presidente Di Maio” (video)

martedì 8 Febbraio 10:36 - di Alberto Consoli
Conte Gruber Giannini

A Giuseppe Conte mancava solo il massacro da Lilli Gruber ad Otto e mezzo per concludere degnamente una giornata drammatica politicamente. Mancava la farsa, che è il genere che più si addice alla disavventura giuridica che ha colpito Giuseppi. Che pure doveva essere l’avvocato degli italiani. La conduttrice: “Ma lei è ancora capo del M5S?“, inizia mellifua. Conte inizia il suo personale “calvario” balbettando, lei taglia corto: “dica sì o no”. Lui tremebondo sospira un “sì”. Poi parte la pubblicità. In seguito l’ex premier ribadisce quanto detto nel pomeriggio: ossia che la leadership non si decide a carte bollate e che il capo resta lui. Formalmente, ora non lo è più: probabile che si ricorra a un nuovo voto). Gli addetti ai lavori all’unanimità hanno giudicato  Conte alla stregua di un pugile suonato.

Conte “sbranato” dalla Gruber. Giannini lo chiama pure Di Maio

Ad aggravare il clima falsamente disteso ci si mette Massimo Giannini incollegamento che commette un lapsus sanguinoso.  “Questa discussione con il presidente Di Maio dimostra…”. Gelo di qualche secondo. “Presidente Conte”, lo interrompe Andrea Scanzi. “Presidente Conte”, scandisce la Gruber visto che giannini sembra non accorgersi della gaffe con l’ex premier. Il leader del Movimento 5 stelle si irrigidisce, non gradisce: “Conte, presidente Conte”, ribatte allora. E la conduttrice che dentro di sé deve essersela goduta un mondo, lo : “Giannini, Conte, è un lapsus“. Il direttore de La Stampa arrossisce, si evince visibilmente. Si scusa tre volte, non una. “Perché che ho detto io? Chiedo perdono”. Quindi Conte ironizza: “Vede che i giornali si sbagliano…”. “Tutti sbagliamo, ci mancherebbe altro””, si scusa ancora Giannini. Figuraccia sesquipedale.

Conte balbetta, non risponde

La Gruber poi passa a discorsi più squisitamente politici e “azzanna” a più riprese la vittima.  Chiede lumi a Conte della possibilità che il M5s contiano possa riallearsi con la destra, con i sovranisti. “Creare l’ipotesi gialloverde, che Conte si alleava segretamente con Salvini, è una bella e fantasiosa ricostruzione”: si difende l’ex avvocato del popolo ormai in disarmo. Parla di sé in terza persona. E ancora: “L’ho smentita tre, quattro, cinque, sei volte… è l’ottava volta che la smentisco“. Allora si va nel fronte opposto:  “Voglio solo capire se ho capito bene – scandisce- : il M5s di Giuseppe Conte che verrà rieletto alla grande presidente del M5s, sarà un movimento che si collocherà nel fronte di centrosinistra”.

A Conte parte la scheggia, non tollera la parola “centrosinistra” e corregge la Gruber: “Progressista, accidenti“. Lei comincia a perdere la pazienza: “Nel fronte progressista. E comunque non si alleerà più con la destra”. Lui inizia un ragionamento ma non fa in tempo a finirlo:  “Guardi…”. A quel punto la Gruber vuole ridicolizzarlo e lo incalza in modo virulento che neanche con Salvini mai: “No… o sì o no?”. E l’avvocato timidamente: “La nostra carta dei valori mi sembra che sia molto distante”. “Le sembra o lo è?”. “C’è distanza, c’è distanza. Saremo la forza trainante e propulsiva del fronte di centrosinistra”.

“Letta si fida di lei?”

La Gruber non è paga, sa che ha l’ospite di punta protagonista del “dimezzamento” politico è lui e lo vuole rosolare ben bene. Il cannoneggiamento è continuo, serratissimo. “Sarà contento Enrico Letta…”, lo irride la conduttrice. L’ex premier sorvola: “Ritornando alla fiducia nei confronti del Pd, attenzione: è un discorso personale. Non funziona bene tra forze politiche, funziona tra le persone. Certo che mi fido di Enrico Letta”. “E Letta si fida di lei?”. Conte non risponde neanche a questa domanda. “Ma il dialogo col Pd è da declinare nel segno della chiarezza, della reciproca autonomia e riconoscimento”, aggiunge nascondendosi dietro le parole. La Gruber non molla: “Va bene, ma Enrico Letta si fida di lei?”, ripete la domanda. “Lo ha dichiarato anche, non avrebbe motivi per non fidarsi”, risponde balbettando un Giuseppe Conte sempre più in difficoltà.

Lei entra con i piedi nel piatto: “Espellerà Di Maio?” Conte chiarisce che non “può fare finta di nulla” dopo l’attacco subito dal ministro degli Esteri. E confida di aver parlato con lui al telefono e che “non è nell’orizzonte delle cose che venga espulso“. Però, aggiunge il leader del Movimento 5 stelle, “è ovvio che lui – che è l’ex leader – ha delle responsabilità in più. Una leadership vera non ha mai paura del confronto sulle idee ma di fronte ad un attacco così plastico, in televisione, non si può fare finta di nulla“. Serataccia…

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