Concessioni balneari, la Lega cede: dal Cdm via libera alle gare. La Meloni: «È un esproprio»

martedì 15 Febbraio 20:30 - di Michele Pezza
balneari

Sospeso e poi riavviato. A Palazzo Chigi succede tutto in tre quarti d’ora. Tanto è infatti il tempo che passa dalla decisione di sospendere il Consiglio dei ministri convocato sull’applicazione della famigerata direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari per poi riprendere i lavori. In mezzo tensioni tra i ministri e tra le rispettive delegazioni. Fonti del governo commentano laconicamente con la sopraggiunta necessità di «valutare il testo ed esaminare la norma». A quanto si apprende, infatti, la bozza al ddl concorrenza (è questo il provvedimento che contiene le norme relative alle concessioni balneari) sarebbe arrivata sul tavolo dei ministri a Consiglo praticamente già iniziato.

Balneari, comincia il 1 gennaio 2024

Dello stallo approfittava il ministro per i Rapporti con il Parlamento, il grillino Federico D’Incà, per allontanarsi e andare a porre la fiducia sul decreto legge che proroga l’emergenza Covid. La sospensione, tuttavia, si rivelava fruttuosa. Alla ripresa, infatti, il via libera da parte del Consiglio dei ministri è arrivato. All’unanimità. La norma prevede la messa a gara delle concessioni degli stabilimenti balneari dal primo gennaio 2024. L’unanimità, tuttavia, non deve ingannare. La decisione di mettere in porre a gara le concessioni in essere (e non solo quelle revocate o aggiuntive) rischia di apportare benefici molto teorici a fronte di costi estremamente onerosi. Ma che cosa prevede l’emendamento approvato nel Cdm? La norma parla di «definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante».

Il concessionario subentrante indennizzerà l’uscente

Ma se è chiaro il chi deve accollarsi il costo dell’indennizzo, lo è molto meno il quanto, cioè il criterio per quantificarlo. L’emendamento fa riferimento al «mancato ammortamento degli investimenti realizzati nel corso del rapporto concessorio e autorizzati dall’ente concedente» in uno con la «perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico». In pratica, l’ammontare dell’indennizzo è ricavabile dalla somma tra il valore contabile dei beni strumentali e la media degli introiti dichiarati degli ultimi tre anni. La Lega, con Gianmarco Centinaio, parla di «testo migliorato» e dà appuntamento all’esame dell’aula per apportare ulteriori modifiche. «L’auspicio – dice il senatore – è farlo insieme al resto del centrodestra. È prioritario tutelare lavoro, investimenti e sacrifici di imprenditori e lavoratori balneari».

La Meloni: «Dure conseguenze sulle imprese balneari»

Durissimo il commento di Giorgia Meloni. «Oggi in Consiglio dei Ministri – ha detto la leader di FdIsi è consumato il primo atto di un esproprio ai danni di 30mila imprese balneari che avrà durissime conseguenze economiche e sociali. È assurdo che con la crisi ucraina, il caro bollette e l’aumento del prezzo di molti generi di prima necessità il governo Draghi individui nelle concessioni balneari la priorità per la nazione. E che, con tesi strampalate, legittimi la demonizzazione di un’intera categoria». Per la leader della destra, «il provvedimento di oggi non c’entra nulla con l’entità dei canoni, il costo di un lettino o la cementificazione delle coste». A suo giudizio, l’emendamento licenziato oggi «è soltanto un vergognoso regalo alle multinazionali straniere, che colpisce migliaia di imprese italiane che hanno investito, molte di loro lo hanno fatto anche recentemente facendo legittimo affidamento sulla proroga al 2033 che è tuttora prevista dalla legge vigente».

FdI annuncia battaglia

Nel merito del provvedimento, la Meloni ha evidenziato come «una delega con paletti così deboli non attribuisce alcuna tutela efficace ai concessionari uscenti, che verranno in buona parte spazzati via con le evidenze pubbliche tra pochi mesi. Cosa che non accadrà ai loro colleghi spagnoli o portoghesi che hanno ottenuto dai loro governi non un esproprio ma proroghe lunghissime senza che la Commissione Ue alzasse un dito». Infine, l’annuncio della battaglia parlamentare in favore dei concessionari balneari. «A chi dice che il testo cambierà in Parlamento diciamo fin d’ora che Fratelli d’Italia ci proverà con forza, fino all’ultimo minuto disponibile, così come abbiamo provato con forza a far esprimere il Parlamento in queste ore. Noi non tradiamo gli impegni presi»

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