Anche lo sport travolto dalla guerra: finale di Champions spostata a Parigi, salta il Gp di Russia

25 Feb 2022 14:12 - di Davide Ventola
sport guerra

La guerra ha effetti devastanti anche sullo sport internazionale: dal calcio alla Formula Uno. La finale di Champions trasloca infatti da San Pietroburgo a Parigi.  “Lo Stade de France ospiterà la finale della Champions League il 28 maggio”. Lo ha reso noto la Uefa, al termine dell’odierna riunione straordinaria del Comitato Esecutivo, convocato d’urgenza a seguito della grave escalation della situazione in Ucraina.
La Uefa ha deciso, quindi, di trasferire la finale della Champions League 2021/22 da San Pietroburgo – dove sarebbe dovuta andare in scena, alla Gazprom Arena – a Parigi, allo Stade de France di Saint-Denis. La partita si giocherà, come inizialmente previsto, sabato 28 maggio, alle 21.

Effetto guerra sul mondo dello sport

“La Uefa desidera esprimere il proprio ringraziamento e apprezzamento al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, per il suo sostegno personale e il suo impegno nel trasferire la partita più prestigiosa del calcio europeo per club in Francia in un momento di crisi senza precedenti. Assieme al governo francese, la Uefa sosterrà pienamente gli sforzi in ato per garantire il soccorso ai calciatori e alle loro famiglie in Ucraina, dove affrontano terribili sofferenze umane, distruzione e sfollamento”, si legge nella nota odierna.

Da oggi i club russi e ucraini dovranno giocare le gare internazionali in campo neutro

“Nella riunione di oggi, il Comitato Esecutivo Uefa ha anche deciso che i club e le Nazionali russe e ucraine che gareggiano nelle competizioni UEFA dovranno giocare le partite casalinghe in sedi neutrali fino a nuovo avviso”, precisa la Uefa.
“Il Comitato Esecutivo ha inoltre deciso di rimanere in attesa di convocare ulteriori riunioni straordinarie, su base regolare ove necessario, per rivalutare la situazione legale e adottare ulteriori decisioni, se necessario”, conclude la massima organizzazione continentale del calcio.

“E’ un peccato che sia stata presa una decisione simile”. Lo ha detto Dmitrij Peskov, portavoce del presidente della Russia, Vladimir Putin, a proposito della decisione della Ue di spostare la finale di Champions dalla Gazprom Arena di San Pietroburgo allo Stade de France di Parigi (si giocherà sempre il 28 magio, ndr.). “San Pietroburgo e la Russi avrebbero fornito le migliori condizioni possibili per ospitare questo grande evento calcistico”, ha aggiunto il portavoce del Cremlino.

La Formula Uno cancella anche il Gran Premio di Sochi

Cancellato anche il Gran Premio di Russia di Formula 1, che era in programma a Sochi dal 23 al 25 settembre. Passano, quindi, a 22 al momento le gare del Mondiale. La notizia è stata resa nota dagli stessi organizzatori della Formula 1. “Il Campionato del mondo di Formula 1 FIA visita Paesi di tutto il mondo, con una visione positiva, per unire le persone, unendo le Nazioni. Osserviamo gli sviluppi in Ucraina con tristezza e shock e speriamo in una soluzione rapida e pacifica. Ieri sera la Formula 1, la FIA e le squadre hanno discusso della posizione attuale, del nostro sport e sono giunte alla conclusione, inclusa l’opinione di tutte le parti interessate, che è impossibile tenere il Gran Premio di Russia nelle circostanze attuali”, si legge nella nota diffusa oggi.

Malagò: “La guerra condizionerà tutto il mondo dello sport”

“La decisione della Uefa di spostare la finale della Champions da San Pietroburgo? Quando ho visto purtroppo l’involuzione disastrosa della situazione per la guerra ho pensato subito che tutto questo sarebbe stato assolutamente deliberato. L’Uefa è il calcio in Europa ed è stata la prima a tagliare il nastro, ma vedrete che a causa della guerra nel giro di poco saranno molte le federazioni dello sport, sia nazionali che internazionali, a prendere provvedimenti simili. E poi a livello individuale abbiamo già diverse posizione nette”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della conferenza per la Giornata Europea contro le molestie.

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