Violenze di Capodanno, la ragazza tedesca vittima del branco: «Posso identificare gli aggressori»

11 Gen 2022 18:00 - di Redazione

È in grado di riconoscere i suoi aggressori, malgrado lo choc. E attende di essere interrogata dalla polizia italiana. Lo dice, intervistata dall’Adnkronos, una delle due studentesse tedesche molestate la notte di Capodanno in piazza del Duomo, a Milano. Molestie sessuali per le quali sono stati identificati 18 possibili appartenenti al branco.

Violenze di Capodanno, la vittima tedesca: posso riconoscere gli aggressori

“La polizia italiana non ci ha ancora contattate ma so che stanno lavorando con la polizia tedesca. Magari ci chiameranno nei prossimi giorni”, dice la vittime ventenne. Aggiungendo che, nonostante le immagini di quei tremendi momenti in balia degli aggressori la tormentino ancora, non avrebbe dubbi a riconoscere i molestatori: “Penso che siamo in grado di identificarli. Aspettiamo la polizia e le autorità, vedremo cosa accadrà”. Una volta tornata a casa, la ragazza, che ora si trova a Mannheim, in Germania, ha presentato denuncia insieme alla sua amica. E adesso spera che sia fatta giustizia.

“Spero che tutte le ragazze aggredite abbiano giustizia”

“Sono felice che abbiano trovato alcuni di quegli uomini. E spero che tutte le ragazze che sono state aggredite quella notte possano avere giustizia. Spero che riusciremo a lasciarci tutta questa storia alle spalle e che in futuro ci accadano cose positive”. Dice di sentirsi “meglio” rispetto a quella notte maledetta. Che avrebbe voluto passare in allegria aspettando l’anno nuovo. “Anche la mia amica sta meglio – aggiunge – ci siamo prese del tempo e ne abbiamo parlato ora va meglio”. Quello che è difficile, confessa, “è rientrare a casa la sera. O quando cammino per strada e vedo un gruppo di uomini. Mi sento a disagio ma penso che nei prossimi mesi andrà meglio”. Dopo la terribile disavventura, la studentesca si dice pronta a tornare in Italia ma non nell’immediato. “Forse un giorno. Ma non penso che torneremo a Milano nei prossimi mesi. Magari tra qualche anno, non so“.

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