Tonga, il rischio ora è che i soccorritori importino il Covid nell’isola

mercoledì 19 Gennaio 11:48 - di Paolo Lami

Qualcuno lo ha già definito, con sintesi giornalistica lo “tsunami Covid” ma il rischio che, effettivamente, i soccorritori possano portare a Tonga, finora quasi preservata, i contagi Covid è altissimo.

In queste ore a Tonga, seppellita da una pioggia di cenere sparata sabato 15 gennaio dal vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Haʻapai  che ha eruttato per otto minuti, il timore che si respira e che lo scenario emergenziale  possa cambiare in peggio proprio a causa di chi sta portando gli aiuti nel regno.

Tonga, che dall’inizio della pandemia ha registrato un solo contagio, potrebbe ora ‘importare’ il coronavirus dai soccorritori giunti sulle isole del Pacifico per aiutare gli abitanti e pulire la cenere del vulcano.

In campo ci sono soccorritori provenienti dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, da dove sono partite navi militari con beni di soccorso.

Un alto diplomatico tongano a Canberra, Curtis Tuihalangingie, ha parlato alla Abc delle preoccupazioni per “uno tsunami di Covid che può colpire Tonga” con gli aiuti umanitari nel paese.

Ma Tonga ora deve affrontare anche molti altri problemi. Le linee di comunicazioni sono state compromesse dal terremoto seguito all’eruzione del vulcano, un sisma che ha tranciato i cavi sottomarini.

Tonga è di fatto isolata, le comunicazioni avvengono, in questo momento solo tramite i satellitari e sarà necessario più di un mese per ripristinare il tutto.

Non solo. C’è un problema sanitario per l’acqua potabile. E i soccorritori stanno portando nell’isola tanto l’acqua quanto kit per la purificazione.

Un’eruzione così violenta e devastante non si verificava da circa 600 anni, ricordano gli esperti.

Le isole verdissime sono ora ricoperte da uno strato grigio-marrone e l’isola del vulcano Hunga Tonga-Hunga Haʻapai è stata, di fatto, spezzata a metà. La parte centrale, la lingua di terra che univa i due picchi ai lati, è scomparsa sott’acqua, sprofondata, poco prima dell’eruzione.

L’esplosione è stata avvertita ad 800 chilometri di distanza come un tuono lontano e l’onda d’urto è arrivata in Italia mentre un’onda anomala ha colpito anche Stati Uniti, Perù – dove sono morte due donne, risucchiate dal mare – e Giappone.

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