Stupro multiculturale a Milano, ma il Pd se la prende con il patriarcato. E poi col leghista Morelli

lunedì 10 Gennaio 9:04 - di Riccardo Angelini
Milano violenze

Violenza sessuale a Milano contro un numero ancora imprecisato di giovani ragazze. Prima erano cinque, ora il numero delle vittime – informa la Procura – sale a nove. E ancora una volta la sinistra affronta il tema con una serie di banalità. Dal punto di vista politico, non riesce a mettere sotto accusa il sindaco Sala sul tema della sicurezza. Dal punto di vista culturale si affida all’analisi della segretaria cittadina del Pd, Silvia Roggiani, che accusa la cultura patriarcale della nostra società. Sorvolando bellamente sul fatto che a commettere quegli abusi sono stati egiziani o marocchini, intrisi di una cultura che vede la donna sottomessa. Il tema è quello dell’integrazione senza subire la cultura “altra”, cioè islamica, e non il patriarcato.

La sinistra e le violenze di Capodanno a Milano e a Colonia

Ma era già accaduto per le violenze del Capodanno 2016 a Colonia. La sinistra aveva reagito nello stesso modo. Attingendo al vocabolario scontato del criptofemminismo: colpa del patriarcato. E rifiutando di aggiornare il proprio vocabolario analitico. Oggi come allora il mantra è lo stesso: i maschi sono tutti stupratori, a ogni latitudine.

Il post di Morelli contro la segretaria cittadina del Pd Silvia Roggiani

La polemica è continuata con un post critico di Alessandro Morelli (Lega) che aveva così commentato: ”Fanno arrivare qui decine di migliaia di persone senza alcun controllo né preoccupazioni su come possano integrarsi, poi però se succede qualcosa è colpa della “nostra società” (?) e del “patriarcato”. “Ma per favore!”. Sulla pagina Fb  si Morelli partono gli insulti alla Roggiani e lei fa la vittima.

Violenza verbale contro Roggiani sotto il post di Morelli, il Pd ne chiede le dimissioni

Morelli, ha replicato Roggiani, “ha postato sui suoi canali social una mia foto, con una frase estrapolata dalle mie dichiarazioni. È quella che si chiama “gogna”. Evidentemente ha ben imparato dalla “Bestia””. E così, “sotto il suo post – spiega ancora Roggiani – ho collezionato inviti allo stupro, minacce e insulti da parte dei suoi attivisti. Il Viceministro forse si è dimenticato che scegliere di non intervenire è sempre una scelta. Il silenzio è sempre complice. E i commenti sono stati lasciati lì in tutta la loro violenza”. E’ seguita la richiesta del Pd di dimissioni di Morelli, che è viceministro alle Infrastrutture.

La replica di Morelli: il Pd milanese faccia la sua parte per perseguire certe condotte

Pronta la risposta di Alessandro Morelli: “Assurdi e da condannare gli insulti via social all’indirizzo della segretaria del Pd milanese, Silvia Roggiani, comparsi sotto un mio post Facebook e prontamente rimossi. Parole vigliacche e deprecabili, che io non definirei mai ‘figlie di una cultura patriarcale’ per non sminuirne la gravità. Per questo lavorerò con i colleghi, anche del Pd, affinché simili condotte vengano perseguite come meritano in tutti gli ambiti”.

Il viceministro ha proseguito, riferendosi anche ai messaggi di solidarietà espressi alla Roggiani da parte, tra gli altri, di Enrico Letta e Laura Boldrini: “Mi sarebbe però piaciuto vedere la stessa indignazione anche nei confronti delle violenze di cui numerose ragazze sono state fisicamente vittime in una città ormai fuori controllo. Sono certo che, dopo il ‘disorientamento’ iniziale, anche il Pd milanese sarà pronto a fare la sua parte, senza tentare operazioni mediatiche che distolgano l’attenzione dell’opinione pubblica dai gravissimi fatti di Capodanno”.

Il Pd dovrebbe difendere le donne anziché banalizzare quanto accaduto

“Ora che la violenza anche verbale sia da condannare è richiesta incontestabile – commenta sul giornale Giannino Della Frattina – ma che si possa anzi si debba dire che le parole della Roggiani sono assolutamente fuori luogo e confondano una pretesa «nostra» cultura patriarcale con una gang di extracomunitari assetati di sesso è violenza, è cosa ancor più vera. E proprio perché le vittime degli stupri sono proprio quelle donne che il Pd si vanta di difendere”.

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