Quarta dose? Meglio di no. L’immunologo Minelli: i vaccini in uso già proteggono contro le varianti

martedì 25 Gennaio 19:56 - di Redazione
quarta dose

Cautela sulla quarta dose. Questa la linea sanitaria che suggerisce, parlando con AdnKronos, l’immunologo Mauro Minelli, commentando il via libera di Israele alla quarta dose di vaccino anti-Covid per tutta la popolazione over 18.

“Se, da una parte nessuno può escludere la prossima comparsa di varianti al momento inedite – ragiona l’immunologo – dall’altra va considerata la straordinaria plasticità del sistema immunitario in grado di adattarsi alle mutevoli bizzarrie del nuovo coronavirus attraverso un ampliamento delle sue capacità protettive favorite proprio dai vaccini, che certamente non lasciano l’organismo sguarnito rispetto all’insorgere della malattia. In questo senso appaiono illuminanti i risultati di alcuni studi recentemente pubblicati. Secondo i quali un sistema immunitario sottoposto al pressing di due diverse varianti sarebbe in grado di generare protezione anticorpale. Anche verso varianti future delle quali al momento non si ha traccia”.

“Sicché – prosegue Minelli – considerando i riscontri offerti dagli studi fin qui condotti su Omicron, si può credibilmente affermare che, seppur nati per contrastare varianti diverse da quella in corso, i vaccini attualmente in uso sembrano in grado di garantire un’efficiente risposta protettiva anche su un’infezione generata dalla variante ultima in ordine di tempo, proprio come conseguenza di un idoneo ciclo vaccinale composto dalle due dosi canoniche e corredato di una dose booster”.

Tutto ciò premesso, l’immunologo invita ad aspettare e “calibrare le tempistiche di somministrazione dei richiami” in base ai dati futuri. “D’altro canto – osserva – sono i sistemi di sorveglianza finalizzati a raccogliere i dati di farmacovigilanza sulle vaccinazioni, le fonti di informazione più attendibili relative ai possibili problemi di efficacia e sicurezza dei vaccini. Correre in avanti rispetto a questi ineludibili criteri potrebbe non essere corretto”, sostiene.

 

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