Omicron oltre il 95%. A Genova sequenziati due casi di Omicron 2, ma gli esperti sono ottimisti

venerdì 28 Gennaio 14:50 - di Federica Parbuoni
omicron

La variante Omicron 2 è ufficialmente arrivata in Italia. Due casi sono stati sequenziati, infatti, a Genova: uno nell’ambito degli esami di routine svolto dal Policlinico San Martino di Genova, l’altro nell’ambito del sequenziamento di un campione derivante dal monitoraggio nazionale, che coinvolge il laboratorio di Igiene diretto dal professor Giancarlo Icardi.

I dati al 17 gennaio: prevalenza Omicron al 95,8%

La notizia arriva contestualmente alla conferma del fatto che Omicron è ormai a un passo dal soppiantare del tutto Delta. Secondo quanto emerso dall’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, infatti, in Italia «il 17 gennaio scorso la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata al 95,8%, con una variabilità regionale tra l’83,3% e il 100%, mentre la Delta era al 4,2% del campione esaminato (range 0% -16,7%)».

L’indagine Iss e ministero su Omicron

L’indagine ha coinvolto i laboratori delle Regioni e Province Autonome con la richiesta «di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus». «Regioni e province autonome – ha chiarito l’Iss – hanno scelto il campione richiesto in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse». In totale, hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni e province autonome e complessivamente 124 laboratori regionali e il Laboratorio di sanità militare, sequenziando 2.486 campioni.

Rasi: «L’effetto Delta finirà a giorni»

«Mi pare chiaro che l’effetto di Delta finirà a giorni vista la netta predominanza di Omicron. Mi auguro che questo dato possa coincidere con un declino della curva anche se l’alta contagiosità di Omicron porta ad avere tanti contagi, ma una minore aggressività», ha detto all’Adnkronos Guido Rasi, consulente del commissario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, e direttore scientifico di Consulcesi, commentando l’indagine rapida dell’Iss e del ministero della Salute.

Caruso: «Intravediamo finalmente la fine della pandemia»

Anche per il presidente dei virologi italiani, Arnaldo Caruso, alla luce dei nuovi dati, «la speranza resta quella che abbiamo espresso quando la nuova variante è comparsa sulla scena: intravediamo finalmente la fine di questa pandemia». Caruso, inoltre, ha sottolineato che la fotografia scattata da Iss e ministero della Salute risale a 11 giorni fa e quindi l’idea è che «Omicron si sta avvicinando ovunque al 100%». Caruso, che è ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università degli Studi di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, ha quindi chiarito che «nella nostra esperienza a Brescia, il 100% lo abbiamo praticamente raggiunto e non possiamo che ribadire il concetto: il fatto che Omicron abbia sostituito quasi completamente Delta ci proietta in una fase diversa, un periodo che auspichiamo possa essere davvero migliore e traghettarci verso una nuova normalità».

E Omicron 2? Minelli: «Non comporta maggiori criticità»

E Omicron 2? «Omicron 2 ha almeno 30 mutazioni uguali a Omicron 1 e soltanto due differenti: questo vuol dire che non dovrebbero sussistere discrepanze tali da determinare una situazione di maggiore criticità», ha spiegato all’Huffington Post l’immunologo Mauro Minelli, sottolineando che «sia Omicron 1 che Omicron 2 avrebbero capacità ridotte di causare polmoniti» e invitando a «trarre insegnamento dai falsi allarmi del recente passato: basta citare il caso Delta Plus: alla fine Delta è rimasta prevalente e la sottovariante è finita per dimostrarsi addirittura meno contagiosa della variante originaria».

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