Letta, Conte e Speranza si vedono ma non fanno nomi. Però dicono che non li deve fare neanche la destra

19 Gen 2022 11:46 - di Francesco Severini
Letta Conte

Vertice del centrosinistra oggi a casa di Giuseppe Conte, con Enrico Letta e Roberto Speranza. Al termine i tre hanno affidato l’esito dei colloqui a un tweet: “Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”. Il primo a postarlo è stato Letta, seguito poi da Conte e Speranza.

In pratica, sinistra e M5S non vogliono lasciare a Matteo Salvini il ruolo di king maker. Non spetta al centrodestra – fanno capire – fare nomi per primo. Bisogna scegliere un nome condiviso, ma sgomberando il tavolo dalle ambizioni di Berlusconi. Lo dice Conte: “Bisogna togliere dal tavolo candidature di parte, come quella di Berlusconi”.

“Non c’è nessuna intesa sul nome perché ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni – assicura Letta – È andato tutto molto bene”.

Il centrosinistra già pone però un ostacolo al dialogo, replicando di fatto a quanto dichiarato ieri da Matteo Salvini: “Avremo onore e onere di proporre soluzioni che partono da chi ha più numeri in Parlamento”.

E Berlusconi? Chi lo conosce bene assicura che non si lascerà scappare stavolta l’occasione di andare in Parlamento e magari contarsi. Silvio Berlusconi ci crede ancora al Colle e, nonostante lo scetticismo degli alleati,  e di chi tra gli azzurri continua a ripetergli che si tratta di una mission impossibile, per ora va avanti per la sua strada.  Col passare dei giorni l’idea di rinunciare è iniziata a giragli in testa ma questo non significa che non proverà a verificare i ‘numeri’ in Aula e vedere cosa succede.

Ancora non ha deciso la strategia da seguire: a rigor di logica, dovrebbe dire ai suoi di votare scheda bianca nelle prime tre votazioni e giocarsi tutte le carte a disposizione alla quarta, quando avrà bisogno della maggioranza assoluta e il quorum si abbassa.

Dopo il chiarimento telefonico di martedì sera con Matteo Salvini non ci sarebbero stati altri contatti , in attesa del summit di coalizione previsto per giovedì, sempre a Villa Grande, presenti anche Giorgia Meloni e i centristi, a cominciare da ‘Coraggio Italia’. Un vertice che potrebbe non essere decisivo, ma semplicemente confermare le attuali posizioni all’interno del centrodestra.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *