Influencer posa nuda davanti a una chiesa di Mosca: in Russa non gliela fanno passare liscia

13 Gen 2022 12:38 - di Redazione
Influencer posa nuda

La storia dell’influencer Polina Murugina è davvero singolare: rischia di finire in carcere per un anno per aver posato nuda davanti alla chiesa  dell’Intercessione della Beata Vergine Maria, a Mosca. L’influencer 24enne, che ha il corpo interamente tatuato, ha poi condiviso lo scatto in rete. Non la passerà tanto liscia per questa bravata. La donna rischia anche una multa fino a tremila sterline secondo quando rivelato dal tabloid britannico The Sun, se sarà ritenuta colpevole, con questo gesto, di aver «insultato il sentimento religioso dei credenti».

Influencer posa nuda davanti una chiesa a Mosca: cosa rischia

La foto – racconta il Messaggero- risale alla scorsa estate ma è stata denunciata alla polizia solo di recente. L’influencer russa ha già dovuto cancellare il proprio profilo Instagram. C’è una legge precisa in Russia che punisce questi tipi di reato. Una normativa  risalente al 2013  approvata sull’onda delle contestazioni delle Pussy Riot. Le protagoniste del movimento avevano manifestato alla loro maniera contro la rielezione di Putin. E lo avevano fatto nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca nel 2012. “Qui, dopo essersi fatte provocatoriamente  il segno della croce, avevano cercato di cantare una canzone, finquando non è arrivata la sicurezza.  Ricordiamo, poi, l’episodio in l’ex sindaco Ignazio Marino addirittura concesse loro la scalinata del  Campidoglio per consentire alle Pussy Riot la gazzarra anti-Putin . Tornando ad oggi, cosa rischia Polina Murugina? La normativa è chiara.

I precedenti

“La legge attuale – leggiamo- prevede una condanna in carcere che può arrivare fino a un anno. E Polina Murugina non è la prima finire in tribunale per questo motivo. Lo scorso anno una coppia di influencer era stata condannata a dieci mesi per una foto vicino alla cattedrale di San Basilio a Mosca, ma la lista di episodi di questo tipo è lunga e interessa molte città della Russia”. Singolare la dichiarazione del sindaco di Kaluga, Dmitry Denisov, ripotata dal  Daily Mail. Per lui  non si tratta di azioni di protesta ma di comportamenti messi in atto da donne che hanno una vita complicata. «Vorrei che diventassero madri affettuose e amate mogli», ha detto al tabloid. «Sono sicuro che le loro vite non sono abbastanza piene». Per il vice governatore della regione Dmitry Razumovsky si tratta di un problema di educazione. E  ha proposto un rovesciamento della “punizione”: più che gli atti di forza servirebbe  la  «condanna pubblica» dei loro comportamenti.

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