Il declino di Giuseppe Conte e dei suoi “dieci piccoli indiani”: … e non gli rimase più nessuno

6 Gen 2022 12:39 - di Giorgia Castelli
Conte

Declino inesorabile di Giuseppe Conte. La sua strategia è completamente fallita. Si era illuso da premier che andare ogni sera in tv a fare conferenze stampa in un clima di terrore gli avrebbe garantito un consenso solido. Casalino era al suo fianco e lui, come rivoluzione sanitaria, invitava gli italiani a lavarsi le mani. La Azzolina parlava solo di banchi a rotelle (ma le terapie intensive erano stracolme e c’era bisogno di altre strutture) e i Cinquestelle s’innamoravano dei monopattini. Ora nessuno gli crede più e anche i suoi fedelissimi hanno forti perplessità.

Conte, anche il Pd lo ha abbandonato

Ma anche il Pd ha abbandonato l’ex premier. «Enrico Letta finalmente ha capito che è più costruttivo parlare con Di Maio, piuttosto che con il già avvocato del popolo, il quale potrà tornare certamente alla sua antica professione tra poche settimane», ha detto un senatore del Pd. A Letta resta dunque un passo importante da fare puntare su Luigi Di Maio perché è l’unico che possa garantire il controllo di tutta la ciurma dei 232 parlamentari grillini.

Renzi: «Nei Cinquestelle non controlla più niente»

Durissimo anche Matteo Renzi : «Conte nei Cinquestelle non controlla più niente. Avevo previsto la fine della leadership di Conte per il 2023, mi sbagliavo. Mi sbagliavo sui tempi, dico. Finirà molto prima». «La cosa più divertente è vedere oggi il coro unanime di consenso per Mattarella, una delle tante scelte che abbiamo proposto controcorrente, pagando poi un prezzo altissimo e che adesso vengono riconosciute scelte giuste per il Paese. Come per la crisi di un anno fa», ha sottolineato.

«Ricordate a Conte…»

Aggiungendo: «Tra l’altro, i più spassosi sono, come sempre, i Cinquestelle. Gli stessi che ci insultarono per la scelta del Quirinale nel 2015, gli stessi che chiesero di processare Mattarella per alto tradimento nel 2018, oggi propongono il Bis, dicendo che il secondo mandato di Mattarella è la prima scelta dei grillini». «E dire che Conte aveva appena annunciato, con grande enfasi, che i Cinquestelle avrebbero sostenuto la candidatura di una donna. Spero che qualcuno ricordi a Conte che Mattarella si chiama Sergio».

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