Il corpo ritrovato a Trieste è di Liliana Resinovich. Il marito: “Non escludo che si sia suicidata” (video)

martedì 11 Gennaio 17:52 - di Giovanni Pasero
Liliana Resinovich

Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, la 62enne scomparsa nel nulla il 14 dicembre scorso, ha riconosciuto come quello della moglie il corpo trovato in due sacchi neri  in un’area boschiva del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Il riconoscimento fotografico è avvenuto in questura.

Il riconoscimento è stato effettuato dal fratello Sergio e dal marito della donna. I due non hanno visto direttamente il corpo della sorella, bensì le foto della salma. «Mi hanno fatto vedere le foto, avrei voluto farle una carezza, ma avevo solo le foto. Ho riconosciuto Lilly, il suo orologio rosa che le avevo regalato, anche il suo giubbotto», ha detto il marito di Liliana. «Devo capire cosa è successo, se qualcuno ha fatto qualcosa o se lei ha ritenuto opportuno andarsene. Non escludo il suicidio. Nelle foto l’ho vista serena, riconoscibile dal suo ciuffo chiaro. Mi hanno solo chiesto se è lei, la cosa più brutta della mia vita».

Il marito di Liliana Resinovich sulle versioni contraddittorie: “Ho chiesto scusa se non ho detto le cose giuste”

Alla trasmissione Ore 14 su Raidue Visintin ha poi aggiunto: «Tutte queste congetture, le cose che dicono non hanno valore. Non mi vedo dentro queste cose. Cosa farò io adesso? Non ho pace, il mio corpo si ribella, trema, non mi lascia riposare – spiega raccontando i momenti che sta vivendo – ma devo dire “basta, non c’è più”. Devo trovare il perché».

«Ho parlato con la Questura, ho chiesto scusa se le prime volte non ho detto le cose giuste, non ritenevo opportuno riferire del “lavoro dei coltellì” che svolgo per aiutare la famiglia. Purtroppo quando ho finito di lavorare con i giornali e sono venuto qui», a vivere «con lei, ero sulle spalle di Lilly, finché non mi sono ripreso, ho fatto qualche lavoretto». «Siamo cresciuti insieme. Lilly mi ha aiutato tanto anche quando è morta mia figlia. Eravamo felici, non so cosa possa essere successo».

Dalla Tac effettuata ieri, non sono emersi particolari idonei ad orientare le indagini, così la Procura nel comunicato inviato dal procuratore Antonio De Nicolo. Le cause della morte, quindi, saranno accertate con precisione solo dopo l’autopsia.

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