I terroristi rossi la fanno ancora franca. Slitta l’estradizione, documenti incompleti da parte dell’Italia

giovedì 13 Gennaio 9:33 - di Gabriele Alberti
terroristi rossi

Niente da fare, gli ex terroristi rossi continuano a farla franca. Anche l’udienza del 12 gennaio ha “graziato” i 9 brigatisti,  l’estradizione slitta ancora. Erano stati  arrestati in Francia ad aprile 2021. La Corte di Appello di Parigi ha rinviato tutto  tra fine marzo e fine aprile. Ricordiamo che anche l’udienza di Giorgio Pietrostefani, l’ex militante di Lotta Continua, che si doveva svolgere lo scorso 5 gennaio, era stata già rinviata al 23 marzo prossimo per motivi di salute. Oltre a Pietrostefani gli altri ex terroristi italiani interessati dalla procedura di estradizione sono:  l’ex militante dei Proletari armati Luca Bergamin, l’ex Br, Giovanni Alimonti, l’ex militante di Autonomia Operaia, Raffaele Ventura, l’ex militante delle Brigate Rosse, Roberta Cappelli, l’ex brigatista Marina Petrella, l’ex membro dell’organizzazione dei Nuclei armati contropotere territoriale Narciso Manenti, l’ex militante delle Br Sergio Tornaghi, l’ex brigatista Enzo Calvitti e l’ex brigatista e Maurizio Di Marzio; che era fuggito all’operazione ‘Ombre rosse’ alla fine di aprile e che è stato arrestato a Parigi a luglio.

I terroristi rossi la fanno ancora franca: “Documenti incompleti”

Il rinvio delle udienze è stato concesso per permettere l’esame del complemento di informazioni sulle domande di estradizioni degli ex terroristi italiani fornito dall’Italia. Documenti che secondo i legali della Difesa sarebbero ancora incompleti. Sostanzialmente la stessa motivazione dell’udienza rinviata per Pietrostefani: mancherebbero  informazioni chiave, secondo la Chambre de l’Instruction della Corte d’appello di Parigi. «Incartamento incompleto rispetto alle richieste», è la versione della difesa, accolta dalla corte transalpina. Ci si chiede come mai quel «supplemento» che doveva giungere da Roma non sia stato ancora prodotto; o prodotto in maniera incompleta.

“Non riusciamo ad avere i documenti richiesti”

Dalla segreteria della Guardasigilli Marta Cartabia, alla vigilia dell’udienza, erano giunte rassicurazioni. Ma l’esito della vicenda si sta tingendo ancora una volta con i colori di uno schiaffo inaccettabile. Dopo i blitz dell’aprile 2021, c’era l’accordo politico tra Roma e Parigi. Ai massimi livelli: tra i presidenti della Repubblica (Mattarella e Macron) e i ministri della Giustizia (Cartabia e Dupond-Moretti,). Sembrava fatta, e invece, ecco il risultato: date delle udienze spacchettate, traduzioni sospette, cavilli. Si è persino tollerata l’assenza in aula di Sergio Tornaghi: un ritardo del treno, hanno spiegato i legali ottenendo un rinvio al 6 aprile. Persino Irene Terrel, l’avvocata francese di sette dei dieci ex terroristi fermati in Francia si è inviperita:

“Abbiamo difficoltà a capire come sia possibile che per dei casi che dovrebbero essere stati preparati da molto tempo non riusciamo ad avere tutti i documenti richiesti”. Naturalmente la cosa le fa gioco:  il ritardo italiano è una prova a discarico per i suoi clienti, una dimostrazione di sciatteria. Cosa sia successo davvero e perché manchi sempre una carta per evitare l’estradizione. Inammissibile che a trent’ anni e più dagli orrendi crimini e a decine d’anni dalle sentenze di condanna dei latitanti, la nostra giustizia non sia riuscita a mettere insieme e a spedire per tempo utile i fascicoli, le sentenze.

Le prossime udienze per i terroristi rossi

Nel corso delle udienze di martedì  alle quali ha partecipato anche la magistrata di collegamento italiana a Parigi, Roberta Collidà, sono state fissate le date delle prossime udienze. L’udienza per l’ex brigatista Enzo Calvitti è stata fissata per il 23 marzo prossimo, lo stesso giorno in cui era stata fissata alcuni giorni fa l’udienza di Giorgio Pietrostefani, l’ex militante di Lotta Continua. Per l’ex Br Giovanni Alimonti e per l’ex membro dell’organizzazione dei Nuclei armati contropotere territoriale Narciso Manenti la nuova udienza è stata fissata al 30 marzo; per le ex Br Roberta Cappelli e Marina Petrella la nuova udienza è prevista per il 6 aprile.

Informazioni richieste da novembre

L’udienza dell’ex militante di Autonomia Operaia, Raffaele Ventura è stata fissata per il 13 aprile mentre per il 20 aprile sono state fissate le udienze dell’ex militante dei Proletari armati Luigi Bergamin e dell’ex Br Maurizio Di Marzio. Per Di Marzio, che era fuggito all’operazione ‘Ombre rosse’ alla fine di aprile e che è stato arrestato a Parigi a luglio, si è ancora in attesa del complemento di informazioni che era stato richiesto a novembre. (Cartabia e Dupond-Moretti nella foto ansa).

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