Grandi manovre centriste, Renzi al lavoro per Casini. Parte il test sull’ex presidente della Camera

mercoledì 26 Gennaio 14:43 - di Eugenio Battisti

Ancora grandi manovre alla Camera nel giorno della terza votazione per il successore di Mattarella. Conciliaboli dietro le quinte, telefonate e vertici incrociati quando la partita del Colle si avvicina alla fase decisiva. Tra le novità dell’ultima ora, sotto la regia centrista, il ritorno in pista della candidatura di Pier Ferdinando Casini. L’ex presidente della Camera, democristiano doc oggi eletto all’ombra del Pd, è il cavallo su quale punterebbero i centristi. Per valutarne la tenuta. Una sorta di terzo polo “equidistante” che si candida a fare l’ago della bilancia e strizza l’occhio a entrambi gli schieramenti. Sponsorizzando un candidato ‘sottotraccia’, un decano di provata fede. Di cui 1008 su 1009 grandi elettori hanno il telefono in tasca.

Ora i centristi lanciano l’operazione Casini for president

L’operazione “Casini for president” è confermata trasversalmente da fonti parlamentari del centrodestra e del centrosinistra. “Occhio allo spoglio di oggi”, dice un big di area centrista. Lasciando intendere che potrebbero spuntare schede con il nome di Casini già oggi. Un vero e proprio test. Un sondaggio a carte scoperte per misurare l’asticella delle attuali quotazioni dell’ex presidente della Camera. Oggi senatore centrista del gruppo delle Autonomie, che da quando è diventato quirinabile, ha fatto perdere le sue tracce da buon democristiano. E non a caso proprio ieri, una volta consolidato il fronte anti-Draghi, è tornato in vita su Instagram. “La passione politica è la mia vita” scrive. Con tenerissima foto di adolescente alla guida di giovani democristiani. E  aggiunta di cuoricino e tricolore. Qualche mese fa disse che le possibilità di una sua candidatura erano 2 su 2000, però, aggiungeva con malcelato orgoglio, “se lo fossi, prenderei anche i voti degli scranni vuoti”.

Italia Viva è pronta a misurarsi sull’ex presidente della Camera

”Il test di oggi sarà la vera cartina di tornasole”, dice un big azzurro, molto presente nei tanti rumorosi capannelli in Transatlantico a Montecitorio mentre è in corso la prima ‘chiama’. L’operazione è indirettamente un avvertimento a Mario Draghi, non proprio nella mischia ma candidato sempre in campo. Anche se indebolito dalla spaccatura della maggioranza di governo. Ma anche a Elisabetta  Casellati. Su Casini,  il candidato ideale di Matteo Renzi che lo ha messo in pista con largo anticipo, si concentrerebbero  i voti dei grandi elettori di Italia Viva. Di qualche dem e spezzoni di centrodestra.

Il tifo di Coraggio Italia e di Calenda

Ma anche quelli di Coraggio Italia. Non subito, però, visto che in un tweet il partito di Toti e Brugnaro conferma la scelta della scheda bianca alla terza votazione, “come concordato con gli alleati di centrodestra”. Osvaldo Napoli, dai microfoni de la 7 non nasconde un “certo interesse” per Casini, che i bookmaker del Transatlantico darebbero ad almeno 70 voti già alla ‘prima uscita’. Voterebbe Draghi o Casini? “Diciamo che sono nomi che mi interessano… aggiungerei il Mattarella bis”, risponde il parlamentare di Coraggio Italia. Anche i grandi elettori di Azione di Calenda sono interessati a sedersi al tavolo  centrista pro Casini per giocare la carta dell’ago della bilancia. Insomma le grandi manovre entrano nel vivo alla vigilia della quarta votazione, quando il quorum si abbassa e i giochi si fanno decisivi.

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