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Politica

Giarrusso fa tutto da solo e in tv si auto-candida in Sicilia. M5S lo gela: una sua iniziativa fuori luogo

03 gen 2022 di Chiara Volpi

Giarrusso fa tutto da solo e annuncia spavaldamente in tv: mi candido alla presidenza della Sicilia. Peccato che il Movimento lo smentisca un minuto dopo, ufficializzando la figuraccia del grillino in una nota in cui si parla di «iniziativa personale e fuori luogo». Insomma, il M5S blocca lo scatto in avanti dell’europarlamentare Dino Giarrusso. Il quale, con grande sorpresa di tutti (compresi vertici e colleghi pentastellati) nella puntata di oggi de L’aria che tira su la7 (qui il video) ha trionfalmente annunciato: «Mi candido alla presidenza della Regione Sicilia». Peccato che, a giudicare dalla doccia gelata che ne ha freddato ardori politici e fervore elettorale, sembra proprio che l’ex Iena abbia fatto i conti senza l’oste… (e senza Conte, evidentemente sempre più in difficoltà a tenere a bada i suoi). E così, la candidatura auto-promossa diventa un giallo. Ma dai contorni farseschi…

L’annuncio di Giarrusso a La7: «Mi candido alla presidenza della Sicilia»

Eppure Giarrusso presenta la sua discesa in campo come competitor di Musumeci in corsa per la presidenza della Regione Sicilia con disinvoltura. Addirittura fiero di concedere alla trasmissione de La7 uno scoop bruciante: «Ci sta dando una notizia?». Chiede il conduttore al suo ospite. «Ve la sto dando», replica secco l’europarlamentare sicuro di sé. Poi prosegue: «Sono state migliaia le richieste in tal senso che mi sono giunte. Non solo da parte di attivisti del Movimento, ma anche da parte di esponenti della società civile di area di centrosinistra e di centro, orfani di una rappresentanza forte. E anche da esponenti politici siciliani di una certa importanza», conferma Giarrusso ribadendo la candidatura anche una volta interpellato dall’Adnkronos.

L’auto-candidatura a sorpresa di Giarrusso coglie alla sprovvista tutti: a partire dal M5S

Un auto-endorsement e una auto-candidatura che Giarrusso rilancia a più riprese, dalla tv all’agenzia di stampa, ripetendo convinto a più riprese: «Mi metto a disposizione nella speranza che ci possano essere delle primarie di coalizione. E prima, qualora ci fossero altri candidati del M5S, delle elezioni interne, come da tradizione… Io mi auguro che ci siano delle primarie – incalza addirittura Giarrusso invocando una coalizione ampia che allude agli schemi giallorossi sullo scacchiere di centrosinistra – perché se si fanno le primarie. Se si fa una coalizione ampia, si ha la possibilità per una volta di governare bene e degnamente la Regione Sicilia».

«Sarebbe un drammatico errore una candidatura scelta in un tavolino romano»

E quindi giù con l’invettiva contro quello che, in maniera assolutamente autoreferenziale – e in preda a una sorta di delirio di onnipotenza – Giarrusso reputa il suo avversario diretto, su cui commenta: «Il centrodestra è spaccato e noi auspichiamo un cambio di passo. Si può vincere se ci sono una squadra e un candidato credibili e scelti dai cittadini. Sarebbe un drammatico errore se la candidatura venisse scelta in un tavolino romano». Ma almeno, gli chiede il conduttore di La7, preso quasi in contropiede dall’autogol del grillino, «parlerà con il leader Giuseppe Conte della sua candidatura?». «Assolutamente sì. Ci parlerò, ci mancherebbe altro», risponde Giarrusso quasi sorpreso dalla domanda.

Giarrusso fa tutto da solo, e il M5S lo smentisce: «Si tratta di un’iniziativa assolutamente personale, non concordata»

Eppure, neanche il tempo di metabolizzare lo stupore del suo interlocutore tv. Neanche il tempo di placare il fervore elettorale che lo pervade, che arriva – netta – la smentita del Movimento. Che, in una nota di poche righe, stigmatizza la figuraccia e ufficializza il secco contrordine: «In merito alle dichiarazioni dell’europarlamentare Dino Giarrusso che si è dichiarato disponibile a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana si chiarisce che si tratta di un’iniziativa assolutamente personale non concordata con i vertici del Movimento. Non sono ancora decise le modalità delle candidature e qualsiasi anticipazione in questo senso risulta fuori luogo». Una bacchettata che riduce Giarrusso al silenzio. E che scatena dubbi e curiosità sull’incauto slancio dell’europarlamentare 5S. E la severa retromarcia ingranata dai vertici del M5S

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