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Politica

Da vicaria a sicaria: la Taverna aspira al posto di reggente e cucina Conte a fuoco lento

03 gen 2022 di Francesca De Ambra

Vicaria o sicaria? L’interrogativo è d’obbligo dopo che il Giornale ha dato corpo alle voci che vogliono Paola Taverna in rotta con Giuseppe Conte, di cui pur sarebbe la vice. In effetti la pasionaria grillina è da tempo silente e invisibile. Un controsenso se si considera che l’Avvocato del popolo l’ha nominata vicaria proprio per la sua riconoscibilità presso l’elettorato grillino. Gli serviva come ancoraggio identitario laddove le sue gite fuori porta avrebbero potuto disorientare la base. È quel che accaduto anche perché la Taverna si è segnalata più per il suo “bel tacer” che per qualche presa di posizione.

Paola Taverna è la vice di Giuseppi

È stato così quando Conte ha deciso di accedere ai fondi del 2×1000, quando ha detto che «Berlusconi ha fatto anche cose buone» o quando ha imposto il boicottaggio dei talk-show Rai in ritorsione dell’esclusione del M5S accordo sulle nomine dei direttori dei Tg. Insomma, ad ogni scivolone di Giuseppi è corrisposto l’auto-esilio mediatico della Taverna. Non stupisce, perciò, se dentro il MoVimento è ora tutto un fiorire di voci, ipotesi e sospetti volti ad accreditare la volontà della vicaria di ritagliarsi un ruolo (reggente?) per il dopo-Conte. Un clima che troverebbe conferma ai piani alti dei 5Stelle, dove fanno notare che a difendere l’ex-premier è ormai sempre e solo l’irpino Michele Gubitosa.

Nel M5S è scattato il “si salvi chi può

Uno scenario a dir poco allarmante. Tanto più che l’indebolimento della leadership di Conte s’incrocia con l’appuntamento del Quirinale. Al quale è interessatissimo Luigi Di Maio. Chi può escludere che tra il ministro degli Esteri e la Taverna non vi sia un’intesa sul “marciare divisi per colpire uniti“? Certo, nessuno dei protagonisti ammetterebbe mai di preparare una fronda interna. Ma è altrettanto vero che il MoVimento è da tempo paralizzato da una sindrome da “si salvi chi può” non del tutto esplicitata ma abbastanza praticata. Il costante calo nei sondaggi non aiuta Conte. E tutto autorizza a pensare che primo poi qualcuno gliene presenterà il conto. E, si sa, quando l’eresia non funziona, l‘identità diventa il rifugio più rassicurante. Ed è proprio quello il varco vigilato dalla Taverna la vicaria pronta a farsi sicaria in nome del “si salvi chi può“.

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