«Ridateci gli stipendi». Il caso Morra fa scuola: ecco gli ex-grillini che rivogliono gli arretrati

martedì 16 Novembre 16:20 - di Francesca De Ambra
ex-grillini

Benefattori con i soldi del Parlamento, cioè dei contribuenti italiani. Benedetti ex-grillini: se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Per anni ci hanno fracassato gli zebedei con la retorica del poraccismodei restitution day, dell’etica fondata sugli scontrini e sui rimborsi a piè di lista mentre ora i soldi li pretendono addirittura, arretrati compresi. Mica per metterseli in saccoccia – non sia mai! – ma, appunto, per darli in beneficenza. Questo, almeno, è il solco di recente tracciato dall’ineffabile presidente della commissione Antimafia Nicola Morra.

Molti ex-grillini vogliono le indennità cui avevano rinunciato

Ricordate? Appena giubilato dal MoVimento per il voto contro Draghi, si ricordò della sua vocazione di benefattore e chiese al Senato di restituirgli l’indennità aggiuntiva di presidente, cui in nome del poraccismo aveva rinunciato e, giacché si trovavano, a versargli anche gli arretrati. E poiché le parole incitano ma l’esempio trascina, il caso del buon Morra ha fatto subito scuola. Anche se, a dar retta al Giornale, pare che la vera apripista dei grillini benefattori in conto terzi sia stata Paola Taverna, la più colorita degli anti-Casta a 5Stelle. Tanto da scatenare una vera bagarre interna con annesse voci di espulsione. Una reazione seria, insomma. La senatrice fiutò l’aria, abbozzò e innestò la retromarcia. E la polemica morì lì.

La motivazione? «Per beneficenza»

Non tornerà invece sui propri passi il barese Mininno Cataldo, vicepresidente della commissione Difesa. Anche lui restò vittima del repulisti pentastellato seguito alla votazione sulla prima fiducia a Draghi. Raggiunto al pari degli altri dal soprassalto umanitario della beneficenza, ha chiesto indennità e arretrati. Come lui il senatore Ortis, inteso come Fabrizio e non come lo Jacopo protagonista delle foscoliane “ultime lettere“. Menzione speciale merita invece la senatrice Angela Anna Bruna Piarulli, presidente della Bicamerale d’inchiesta sul “Forteto“. È l’unica degli ex-grillini ad aver chiesto indennità e arretrati ma senza nascondersi dietro la beneficenza. Segno che da quelle parti è davvero tutto perduto. Persino il pudore.

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