Crosetto: “Ho avuto tanti voti perché siamo un forza attrattiva, Giorgia ha avuto coraggio»

27 Gen 2022 9:06 - di Sara De Vico

Onorato per la scelta di puntare su di lui per il Quirinale. Ben consapevole, però, che si tratta di una candidatura di “servizio”. Guido Crosetto, come è noto dalle cronache e dall’ottima performance (quasi il doppio dei voti dei grande elettori di FdI), accetta sorpreso e lusingato la proposta di Giorgia Meloni di correre per il Colle. Fatta con una telefonata lampo nel pieno della prima chiama della terza votazione. “La ringrazio, le dico che sono lusingato e che può procedere. Che so benissimo che è una candidatura di bandiera ma che è sempre un onore”, racconta al Corriere.

Crosetto: lusingato per la scelta di Giorgia

Non se l’aspettava, ammette l’imprenditore e fondatore di Fratelli d’Italia. Convinto che il centrodestra potesse votare uno dei candidati proposti nella rosa. La mossa della leader di FdI per uscire dal cul de sac delle schede bianche e dare uno scossone al quadro, poi, si rivelerà azzeccata. Non appena circola la notizia riceve centinaia di chiamate e di messaggi da amici, ex colleghi parlamentari, conoscenti, racconta il gigante buono della destra. Che piace anche a sinistra. “Guarda che la mia è una candidatura di bandiera. Dovrei prendere i 63 voti di Fratelli d’Italia. Risentiamoci dopo il voto” è la sua risposta a tutti. L’esito dello spoglio andrà ben oltre le aspettative. Su Crosetto convergono 51 voti fuori dal recinto di Fratelli d’Italia, il test è riuscito.

“Sono onorato dall’amicizia di tanti ex colleghi”

“Mi sono sentito onorato dall’amicizia di tanti ex colleghi. È un piacere vedere che si è anche seminato umanamente”, dice dopo la performance. Ma non si monta la testa. Non è il tipo. Sa che è un risultato personale ma anche il frutto dell’impegno di Giorgia e dei due capigruppo “che hanno cercato di non farmi fare brutta figura”. A questo punto ci crede? “Ma no”, sorride, “ho il senso della misura”.

“Chiamatemi presidente ce ne sono così tanti”

L’autoironia è il suo forte. “Vi sono mancato? Scusate ma oggi la giornata ha avuto un’evoluzione strana e imprevista. Ma tranquilli, da domani torna tutto normale”. Così in un tweet quando ha scoperto di aver ricevuto 11 voti in meno di Mattarella. Durante la giornata in tanti, a partire dalla cassiera del bar dove fa colazione al quartiere Parioli dove abita, lo chiamano presidente.  “A Roma funziona così”, commenta divertito. “Va bene, chiamate presidente anche me, tanto ce ne sono talmente tanti…”.

“Il centrodestra è forza attrattiva”

Mossa azzardata quella di ieri? Mossa coraggiosa. Che non ha minato la compattezza del centrodestra, spiega Crosetto. “Quando nessuno ha la maggioranza, l’elezione del presidente della Repubblica è una partita a scacchi. Fai diverse mosse ma te ne accorgi solo a fine partita”. Il mio risultato – questo il senso politico dell’operazione – dà ragione a Giorgia Meloni “quando dice che il centrodestra può avere una capacità attrattiva in questo Parlamento. E che deve misurarsi compattamente su una proposta condivisa. Perdere un’occasione per timore è forse peggio di perdere la partita”.

 

 

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