Conte: «Stavamo ancora discutendo, poi è arrivata la telefonata di Draghi su Mattarella…» (video)

sabato 29 Gennaio 19:57 - di Sveva Ferri
conte

Convocata con l’intendo di autocelebrarsi rispetto alla partita del Quirinale, la conferenza stampa di Giuseppe Conte si è tramutata in realtà nell’occasione per alcune ammissioni interessanti sul bilancio per il Movimento sia in termini di risultati verso l’esterno, sia in termini di tenuta interna. E per una clamorosa conferma sul ruolo assunto da Mario Draghi per chiudere su Mattarella mentre ancora i leader si stavano confrontando.

Conte ammette la sconfitta sul presidente donna

Dopo un esordio all’insegna della retorica sul fatto che «non ci sentiamo né vincitori né vinti», per altro una risposta piuttosto evidente all’esultanza scomposta del Pd, Conte ha ammesso in realtà di aver perso la mano sul presidente donna. Certo, ha sostenuto che «l’occasione è stata persa per il Paese», ma è chiaro che in una partita a scacchi così complicata il primo a essersi ritrovato all’angolo è stato lui, che per il Quirinale in rosa aveva pure lanciato l’hashtag #UnaDonnaPresidente.

Con Di Maio «arriveranno i necessari chiarimenti»

Più interessante, però, è l’ammissione sulle condizioni di salute del Movimento, tema che Conte si è trovato di fronte quando la parola è passata ai giornalisti. Nella prima domanda, infatti, gli hanno chiesto conto delle tensioni con Luigi Di Maio. Conte ha deciso di venire allo scoperto, con una scelta che la dice lunga su quanto il Quirinale abbia logorato il Movimento e su quale sia ora lo stato dei rapporti con il ministro degli Esteri. «Questo è il momento di rimanere concentrati… Per quanto riguarda quegli aspetti ci sarà occasione, nella comunità M5S, per i necessari chiarimenti su queste uscite», ha detto Conte. «Tra noi arriverà il momento per i chiarimenti interni, rispetto ai quali – ha precisato l’avvocato di Volturara Appula – ogni leader deve rispondere più che altro all’intera comunità degli iscritti». Insomma, tra i pentastellati si prefigura quel redde rationem nell’aria da tempo e finora mai affrontato davvero.

La telefonata di Draghi mentre i leader ancora discutevano

L’altra ammissione di Conte riguarda il “commissariamento” di fatto dei partiti arrivato per mano di Mario Draghi. A una domanda sul ruolo del presidente del Consiglio nel convincere Mattarella ad accettare il bis, Conte ha risposto dicendo che i leader, «ancora stamattina», stavano discutendo, benché senza successo, sul nome femminile quando è arrivata, a ciascuno separatamente, la telefonata che li informava del fatto che il colloquio con Draghi aveva convinto Mattarella a «rimuovere gli ostacoli». A quel punto, quindi, insistere sull’opzione donna non aveva più senso. Ma, a questo punto, forse, non ha nemmeno più senso tutta la pena che i sostenitori del bis si stanno dando per farla passare come una scelta spontanea del Parlamento, compresa la decisione di mandare in pellegrinaggio al Colle i capigruppo e non i leader, come per altro caldeggiato dallo stesso Mattarella.

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