Colle, Renzi: «Nessuna preclusione, ma il centrodestra indichi un nome in grado di vincere»

24 Gen 2022 13:03 - di Valerio Falerni

Sulla partita del Colle siamo ancora ai reciproci annusamenti, ragion per cui a stravincere al primo voto di oggi saranno certamente le schede bianche. Voteranno così i Grandi elettori di Fratelli d’Italia e quelli di Italia Viva. A nome dei primi lo ha annunciato la senatrice Wanda Ferro, per i secondi – invece – ha provveduto a farlo personalmente Matteo Renzi in diretta da Radio Leopolda. Intorno alla vicenda del Quirinale, l’ex-premier sta recuperando centralità. Seguirne le mosse sarà quindi molto importante. Se non altro perché quelle più recenti lasciano intravedere l’obiettivo di gettare scompiglio nei due principali schieramenti. Nel centrodestra è la componente di Coraggio Italia ad agitarsi maggiormente.

Renzi: «Oggi Iv voterà scheda bianca»

Illuminante in proposito è l’intervista del suo co-leader Giovanni Toti (l’altro è Luigi Brugnaro) al Corriere della Sera. «Si deve eleggere un arbitro che non solo abbia la statura politica ma i voti parlamentari – sostiene il governatore della Liguria -. Dopodiché la prospettiva per i partiti di centro è quella di riunirsi sotto uno stesso cartello, incluso Renzi, e di gareggiare insieme alle elezioni del 2023». Si può dire che Toti manchi di coerenza, non di chiarezza. Significa che la massa di Grandi elettori di cui dispone il leader di Iv grazie all’apporto dei centristi di Coraggio Italia è lievitata a circa 80 parlamentari.

«Salvini e Meloni diano prova di maturità»

Un numero ragguardevole, che Renzi intende far valere fino in fondo e senza preclusioni. È il motivo per cui se al centrodestra ha chiesto «una prova di maturità», presentando un nome capace di «crescere» nei consensi, al Pd raccomanda di «non rincorrere i 5Stelle». In realtà, confida che il primo miri più a restare unito che a vincere la partita del Quirinale e che il secondo faccia l’esatto contrario di quanto gli ha chiesto. Per un motivo molto semplice: più i due poli resteranno sordi l’uno all’altro, più Renzi avrà possibilità di diventare il kingmaker del futuro inquilino del Colle. E tutto questo dall’alto delle percentuali da albumina del suo piccolo, piccolissimo partito.

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