Cartabellotta: le misure di governo? “Blande e tardive: ci stanno portando verso un lockdown di fatto”

8 Gen 2022 15:30 - di Prisca Righetti
Cartabellotta

Sta nei numeri dei contagi e dei decessi e nella tempistica e flessibilità delle scelte istituzionali il ragionamento con cui Nino Cartabellotta – il presidente della Fondazione Gimbe, che da due anni produce settimanalmente un report sull’andamento epidemiologico – critica le misure di governo contenute nel nuovo decreto. Un provvedimento a proposito del quale, l’esperto non ha esitato a parlare di “pannicello caldo“. E in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano ne spiega il perché. Argomentando la sua posizione rispetto a pandemia e gestione dell’esecutivo. A partire dalla constatazione secondo cui «da inizio dicembre, quando il virus ha ripreso a correre, è stato un susseguirsi di decreti con misure blande e tardive rispetto all’enorme contagiosità di Omicron». Ma andiamo con ordine.

Cartebellotta, “Le misure del governo? Inutili e tardive”…

Nel corso della sua chiacchierata giornalistica, allora, Cartebellotta – tra gli esperti più autorevoli di ricerca e sanità del nostro Paese – individua esattamente quattro errori di strategia compiuti negli ultimi mesi. Il primo: una sottovalutazione dell’impatto della variante Omicron, compiuto confidando nella tendenza alla “raffreddarizzazione” dell’ultima mutazione del virus.  Un punto su cui il presidente della Fondazione Gimbe ammonisce gli addetti ai lavori, chiarendo che «con questa velocità di crescita dei contagi le decisioni politiche non possono più guardare l’andamento dei numeri, peraltro prevedibili. Ma devono essere estremamente tempestive e rigorose». Invece – e qui si arriva a un secondo punto in esame – tra gli errori strategici commessi fin qui ce ne sono due conseguenti a quanto appena detto. Cioè: la mancata istituzione dell’obbligo vaccinale per over 18 dall’autunno. Oltre che un notevole ritardo nella somministrazione della terza dose.

Vi spiego perché «la corsa al Quirinale accelera quella del virus»

Non solo. A detta di Cartabellotta ci sarebbe anche un altro fattore a gravare negativamente sulla gestione del governo dell’emergenza Covid. Un dato che l’esperto ha riassunto dichiarando che «la corsa al Quirinale accelera quella del virus». Che è un po’ come dire che, tornando all’incipit del nostro discorso, gli ultimi provvedimenti varati dall’esecutivo rispondono più a logiche politiche che a quelle di contrasto alla pandemia. Tanto che, nell’intervista al Fatto Cartabellotta spiega: «Be’, la soluzione scelta per l’obbligo vaccinale è l’emblema del compromesso politico al ribasso. Se mediare significa non scontentare nessuno, il risultato è un provvedimento inutile. E, soprattutto, inapplicabile. Il governo italiano passa per rigorista. Eppure la decisione – in caso di contatto stretto con positivi – di eliminare la quarantena per chi ha fatto tre dosi, o due da meno da 120 giorni, sembra andare in direzione opposta».

Cartebellotta: «Stanno portando il Paese verso un lockdown di fatto»

Motivo per cui, aggiunge l’esperto, di fatto si è scelto sulla base di «un rischio calcolato per non bloccare il Paese. Vaccinati con tre dosi e da meno di 120 giorni hanno un rischio di contagio dimezzato rispetto ai vaccinati da oltre 120 giorni e di un quarto rispetto ai non vaccinati. Ma nonostante la revisione delle regole della quarantena, con questi l’enorme numero dei contagi e la loro velocità di crescita, stanno portando il Paese verso un lockdown di fatto». E del resto il fatto che lo stesso Cartabellotta sottolinea nel corso della sua intervista, che «duemila presidi chiedono la Dad fino a fine mese» lo conferma una volta di più.

Rientro in classe, Cartabellotta: con l’attuale situazione «lo slogan scuola in sicurezza diventa un ossimoro»

Una opposizione alla chiusura, quella sostenuta da Draghi e ribadita dal ministro Bianchi, rispetto alla quale l’esperto rileva che «con l’attuale livello di circolazione virale e le regole per garantire la sicurezza, questo slogan è un ossimoro. O si accetta un certo livello di rischio o sempre meno classi potranno garantire le lezioni in presenza. Anche perché il personale scolastico inizia a essere decimato. Omicron potrebbe essere meno pericolosa di Delta, ma l’aumento dei contagi è comunque senza precedenti». Ma allora, cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane? La risposta, anche in questo caso, è netta: «L’impatto ospedaliero di questo enorme aumento dei casi, che peraltro non accenna a rallentare»…

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