A un passo dall’accordo sul nome di Casini, poi è saltato tutto. Il cambio di rotta nella notte

giovedì 27 Gennaio 17:56 - di Redazione
Casini

Raccontano che ad un certo punto della trattativa, mercoledì, i partiti sarebbero stati a un passo dall’accordo su Pier Ferdinando Casini. All’ultimo momento, però, tutto sarebbe saltato per i dubbi della Lega. Il cambio di rotta sarebbe avvenuto nella notte.

Secondo un retroscena di AdnKronos ci sarebbe stato un contatto tra Matteo Salvini e Matteo Renzi nel corso del quale il leader di Iv avrebbe messo sul tavolo il nome dell’ex presidente della Camera, assicurando il sostegno del Pd.

Secondo fonti centriste in un primo momento Salvini non avrebbe chiuso del tutto all’opzione Casini sulla quale, intanto, sarebbe arrivato l’ok di Forza Italia e, naturalmente, quello di tutti i ‘piccoli’ della coalizione. L’apertura del leader del Carroccio, quindi, avrebbe fatto ben sperare sulla riuscita dell’operazione ‘Casini for president’ anche con la sinistra.

Poi Salvini avrebbe interrotto le comunicazioni facendo perdere quotazioni alla carta Casini, forse anche per le perplessità manifestate da Fratelli d’Italia. Fatto sta che il vertice di coalizione convocato alle 22.30 da Salvini è poi saltato ed è stato rinviato a stamattina con la spiegazione che bisognava attendere il rientro di Antonio Tajani e Licia Ronzulli da Milano, dove avevano fatto visita a Silvio Berlusconi ricoverato al San Raffaele.

Tajani, riferiscono fonti parlamentari del centrodestra, sarebbe rientrato a Roma in tarda serata e dopo aver raggiunto alcuni esponenti della coalizione riuniti in un ristorante del centro storico, avrebbe poi avuto un colloquio con Salvini. Nella notte, dunque, su Casini si sarebbe consumato un nulla di fatto. Lui ha chiuso il telefono e si è messo in attesa, giustificando così, con Repubblica, il suo silenzio: « Sto a casa con le mie figlie. Ho deciso di non parlare più. Dovete capire che in questo momento, una parola è poca e due sono troppe. E comunque a questo punto non so più niente. E soprattutto non voglio sapere più niente. Si vedrà».

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