Va deserta l’asta per la prima casa romana di Pasolini: il Municipio può ancora fare in tempo a comprarla

giovedì 23 Dicembre 19:07 - di Penelope Corrado
casa Pasolini

È andata deserta l’asta per la prima casa romana di Pier Paolo Pasolini, a Rebibbia. Il quartiere si era anche ribellato lanciando persino una petizione per bloccare l’operazione e proporre un museo diffuso nel IV municipio. Ma per ora non ce n’è stato bisogno. Nell’appartamento al primo piano di via Giovanni Tagliere, 3, lo scrittore e regista visse nei primi anni ’50 e qui scrisse quello che poi diventò l’inizio di Ragazzi di Vita.

L’immobile, di proprietà privata, era in vendita all’asta con un prezzo di partenza stabilito a 122.850 euro e un rialzo minimo di 2.457 euro. L’asta è andata deserta. Per il secondo appuntamento si dovrà attendere il prossimo mese di febbraio.

Al Tiburtino si era registrata una forte mobilitazione, che aveva coinvolto anche il presidente del Quarto Municipio, Massimiliano Umberti. Quest’ultimo, rivolgendosi a Comune e Regione – ha chiesto di realizzare all’interno dell’immobile un polo museale dedicato all’intellettuale bolognese che ha raccontato anche la vita delle borgate romane. Nei giorni scorsi anche l’incontro con l’assessore al Patrimonio di Roma Capitale.

La casa di Pasolini in via Giovanni Tagliere, numero 3

Pasolini ha vissuto alla casa di Rebibbia, al civico 3 di via Giovanni Tagliere, appena tre anni (dal 1951 al 1953). E’ stata questa la sua prima casa a Roma, l’appartamento che divideva con la madre mentre insegnava in una scuola privata a Ciampino. È in questi anni che Pasolini ha iniziato a scrivere Ragazzi di vita e alcune pagine romane, come ‘Squarci di notti romane’, ‘Gas e Giubileo’, riprese poi in ‘Alì dagli occhi azzurri’. Prima l’amicizia con Sandro Penna, compagno inseparabile delle passeggiate notturne sul lungotevere, poi quella con Sergio Citti, l’imbianchino che lo avrebbe aiutato ad apprendere il gergo romanesco, costituendo il suo “dizionario vivente”, come amava dire il poeta.

In questa casa, ora di proprietà privata, il Comune di Roma aveva annunciato di voler aprire una Casa internazionale della Poesia nel 2013. Poi non se ne è fatto più nulla e ora si è arrivati all’asta giudiziaria che di sicuro non salvaguarderà il suo valore storico: questo luogo, anche se transitorio e fugace nella vita dello scrittore, fu formativo per la vicinanza a quelle borgate che poi Pasolini non abbandonò più. Per questo molte realtà territoriali, si sono battute per fermare l’asta. Almeno fino a febbraio c’è ancora tempo.

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