Sgarbi infuriato sul caso-Beccaglia: «Sono stato toccato spesso dalle donne e non ho mai detto niente»

sabato 4 Dicembre 14:16 - di Redazione
sgarbi

Il caso Greta Beccaglia ha fatto infuriare Vittorio Sgarbi. Tanto che, come sottolinea Libero, a Striscia la notizia, nella classifica de “nuovi mostri”, spicca la lite a Quarta repubblica, su Rete 4, tra il critico d’artePaolo Cento. La giornalista di Toscana Tv, inviata della trasmissione sportiva A tutto gol fuori dallo stadio per Empoli-Fiorentina, è stata palpeggiata in diretta da un tifoso viola denunciato per molestie sessuali. Un caso che ha fatto discutere.

Sgarbi: «Oggi sono stato toccato da due donne»

Sgarbi però attacca: «Io oggi sono stato insistentemente toccato da due donne, che mi hanno sfiorato il c***o e non ho denunciato. Gli omosessuali che mi incontrano mi toccano sempre le p***e e non ho detto niente». Dallo studio di Nicola Porro interviene Cento: «Sgarbi, Sgarbi, io però… Facciamo un patto di ingaggio se no mi alzo e me ne vado». Il critico d’arte non lo lascia nemmeno finire: «Posso parlare? Posso parlare? Vaffanc***o cog***e, vaffanc***o, vaffanc***o». «Che caciara – commenta con voce fuori campo Sergio Friscia, conduttore con Roberto Lipari del tg satirico fondato e diretto da Antonio Ricci –, dopo i tifosi molestatori si faccia qualcosa anche contro i rumori molesti».

«Cancellare il sesso dai documenti è un’erosione dei valori cristiani»

Il critico d’arte nei giorni scorsi aveva commentato all’AdnKronos l’iniziativa del Belgio di omettere il sesso nella carta d’identità. «Cancellare il sesso dai documenti è una iniziativa che fa il paio con quella tentata dalla Commissione Europea sul Natale, è una erosione dei valori cristiani». Per Sgarbi, «è da condannare l’idea di sradicare dati culturali, che potrebbero anche essere politicamente non corretti ma che rappresentano per il mondo cristiano quei valori che invece il mondo islamico non accetterebbe mai di cancellare».

Sottolineava Sgarbi: «I musulmani non rinuncerebbero mai alle loro prescrizioni, se i cristiani ci rinunciano è chiaro che saranno sopraffatti: fra cento anni saremo tutti islamizzati. Se i valori cristiani sono valori “relativi” è anche perché sono appunto “in relazione” con la nostra cultura, con la nostra visione della vita e della società e dunque sono valori relativi ma fondanti della nostra civiltà e della nostra cultura».

 

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