Scuola, FdI: «In manovra solo briciole. E i precari trattati ancora come figliastri»
Una manovra deludente per il mondo della scuola, anche dopo il maxi-emendamento del governo che destina «solo briciole» ai lavoratori di questo settore così importante. A denunciarlo è FdI, che ricorda come a pagare il prezzo più alto siano ancora una volta i precari, ormai chiaramente «figli di una scuola matrigna».
Pochi spiccioli per insegnanti e personale Ata
«Non ci siamo. Anche attraverso il maxi emendamento alla Legge di Bilancio 2022, solo briciole al mondo della scuola», hanno commentato le parlamentari Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabili dei Dipartimenti Scuola e Istruzione, sottolineando alcuni «evidenti paradossi». Fra questi, la scelta di «destinare 100 milioni per il personale Ata assunto a tempo determinato per il Covid-19, che determina, di contrasto, il licenziamento di circa 14mila lavoratori della scuola, con una pandemia ancora in atto». «Chiediamo, dunque, quali siano i criteri di scelta per contratti da prorogare e quante scuole saranno penalizzate», hanno sottolineato le due deputate di FdI, ricordando che «anche gli ulteriori 60 milioni per la valorizzazione del personale docente mortificano la categoria: si riducono a pochi spiccioli dati a pioggia».
In manovra l’ennesimo tradimento dei precari della scuola
Inoltre, il governo non ha previsto «niente per le vere emergenze, niente per la stabilizzazione e il rinnovo contrattuale». «Disattese, come sempre – hanno aggiunto Bucalo e Frassinetti – le aspettative dei tanti che tanto si aspettavano dal maxiemendamento. La ghigliottina di Stato ha selezionato ancora una volta le teste dei precari della Scuola per agire. I docenti precari, figli di una scuola matrigna, non potranno sedere al tavolo della stabilizzazione. Se questo è il ‘governo dei migliori’, va riveduto il significato dell’aggettivo “migliore”».
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